Di Jone Pierantonio

C’erano giorni in cui la parola Anonymous spiccava sulle prime pagine dei maggiori quotidiani, giorni in cui i cyberhacktivisti erano i padroni del web. 

In questo libro si ripercorre la storia della Legione, dal 2013 al 2016, attraverso una serie di articoli che descrivono le loro più importanti operazioni. Troviamo ad esempio #OpCharlieHebdo, la prima delle levate di scudi contro il terrorismo, quella in cui centinaia di Anons da tutto il mondo si sono uniti per spazzare via da internet tutti gli account twitter dei jhiadisti, e ancora troviamo #OpFerguson, la prima delle ‘Op’ in cui i legionari si sono uniti alle proteste di Black Lives Matters, nata proprio in quegli anni.

La maschera di Guy Fawkes è il loro marchio e, come già detto da Arturo Di Corinto in un’intervista, è il riconoscimento del brand Anonymous, al quale file e file di giovani si sono uniti per cercare di dare un senso alla loro vita.

Anonymous rappresenta quindi non solo il mondo virtuale, o gli hacker per antonomasia, ma è un vero e proprio marchio che contiene la ribellione al sistema, la quale si manifesta in mille modi diversi. Parliamo perciò di un attivismo a 360°, al quale la generazione del nuovo millennio ha dato un volto, quello del cospiratore cattolico della notte delle polveri, il quale il 5 novembre 1605, insieme ad altri compagni, tentò di assassinare Giacomo I, il re protestante che aveva tradito i cattolici inglesi. Il volto stilizzato di John Johnson (altro soprannome del dissidente) è stato usato anche nel film ‘V per Vendetta’ ed è proprio da questa pellicola che i cyber militanti hanno preso spunto.

I motivi della notorietà di Anonymous sono proprio da ricercare in questo baluardo, in questo volto che ha stigmatizzato il web, raggruppando sotto di esso un’intera popolazione attivista, contro corrente, ribelle, spesso frustrata e non contenta della propria RL, real Life, vita reale.