Trova le GN e impara come si scrive e si legge

Un giorno un ragno si gettò in uno stagno e si fece un bagno. Tornato a casa si cucinò una lasagna insieme alla sua compagna di giochi.
Il giorno dopo partirono per Bologna con cinque prugne in tasca, si fermarono in autostrada e diedero un passaggio ad uno gnomo solo solo che cercava di tornare a casa. Lo gnomo si chiamava Ubaldo ed era amico dell’Unicorno Ulino, il quale era ad aspettarlo nel Giardino del Re. Allora i due amici ragni decisero di non andare più a Bologna, ma di raggiungere la terra bella chiamata il Giardino Del Re per accompagnare il povero gnomo solo.

Con la loro piccola macchina, una topolina gialla, arrivarono fino alla Valle Felice e lì trovarono un paesino tanto carino, con una piazza tonda che aveva al centro una fontana zampillante e intorno delle case tutte colorate. Ma una in particolare attirò la loro attenzione: era di mattoni rosa con il tetto dalle tegole verdi e aveva sulla porta una scritta: Moony’s Investigation. Incuriositi chiesero all’amico Gnomo Ubaldo di chi fosse quella casa e lui rispose: “Oh quella è la casa di Moony, la grande investigatrice che trova le letterine scomparse al Giardino del Re!”

“Ma quindi il Giardino del re è da queste parti!” Dissero i ragni increduli.
“Oh certo!” Fece Ubaldo lo Gnomo e indicò le montagne oltre il paese, aldilà della Valle Felice. “È dietro quei verdi monti!”

Così si diressero per la strada tra i dorati campi di spighe con la loro macchina gialla, percorsero il lungo tragitto fin oltre le montagne verdi e d’un tratto si trovarono davanti agli occhi delle siepi alte alte, piene di fiori e tra esse un cancello dorato che aveva sopra la scritta “Giardino del Re”.

“Ma come faremo ad entrare?” Chiesero i piccoli ragni neri.
“Oh, non vi preoccupate, il Re ci aprirà, lui vede tutto e sa che siamo ospiti buoni!”

Così, ad un tratto, il cancello d’oro si aprì e il Ragno mise in moto la topolina, la quale oltrepassò il grande cancello e si trovò immersa in un mondo nuovo e fantastico. Verdi prati, alberi con fiori di mille colori, alti, bassi, con foglie verdi brillanti e un lago blu si palesarono ai loro occhi. E, meraviglia delle meraviglie, tanti animali liberi e felici, con elfi e fate che passeggiavano in quei verdi prati.

“Ooooh” Esclamò la ragnetta. “Ma che posto incantevole!”
“Ma dov’è il Re?” Chiese invece il Ragno.
Lo Gnomo balzò fuori dalla piccola macchina e venne avvolto da una nube azzurra. I Ragnetti increduli e intimoriti stettero a guardare e quando la nube si dissolse ne uscì un uomo alto con la barba e i capelli colore dell’oro, un mantello rosso e un vestito blu, e con in testa in testa una corona dalle mille gemme. “Sono io il Re!” Esclamò quello che prima era un piccolo gnomo.
I due ragnetti continuarono a guardare l’uomo alto e bellissimo con le loro boccucce aperte e con le loro otto zampe ferme ed immobili.
“Siccome voi siete stati buoni e altruisti e mi avete aiutato” Disse il Re “Io vi ho fatto dono di venire qui, nel mio Giardino, dove vivrete felici, insieme agli altri animali. Qui non c’è guerra, né odio, ma solo felicità.”
Allora i due ragnetti, lasciata la loro piccola macchina vicino ad un grande fungo rosso, zampettarono felici verso la loro nuova casa, fatta di alberi alti e belli, di fiori grandi e profumati sotto i quali riposare e di dolci acque blu.

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