Moony by Viola Jo Nera

Moony camminava nella foresta che dal monte Crespo scendeva fino alla valle Felice. Era l’alba, quella mattina la bambina dalla testa grande si era svegliata presto per andare in cerca di funghi da portare alla zia Rubina. Sapeva che l’anziana zia non avrebbe apprezzato, ma lei era comunque decisa a farla felice in qualche modo.

La rugiada sulle foglie verdi dei cespugli cominciava ad asciugarsi e squarci di sole si facevano avanti timidi, mentre l’aria umida della notte lasciava il posto a un leggero torpore tipico di una mattinata primaverile. Moony doveva sbrigarsi, altrimenti la zia avrebbe capito che si era allontanata troppo e l’avrebbe sgridata. Colse così l’ultimo fungo, si girò verso il sentiero e cominciò a correre verso gli ultimi alberi del bosco. Ma ad un tratto vide spuntare da dietro una grande quercia un piccolo elfo vestito di blu. Le si mise tra i piedi tanto che la bambina inciampò rovinosamente, cadendo con la facciona a terra e ruzzolando sul terreno.

“Che modi sono questi?!” Disse Moony toccandosi il testone impolverato.

L’elfo le si avvicinò trotterellando e affannando. Le saltò sulle gambe distese a terra e la guardò dritta negli occhi. “Sei tu Moony allora!! Sei tu la bambina che nessuno vuole avvicinare al villaggio!”

Moony in quel momento ricordò di essere veramente sola e di avere pochi, anzi pochissimi amici: due. “Sono io..” Disse abbassando il capo da un lato. “Cosa vuoi da me? E perché sarei così famosa?”

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