Anonymous Italy contro la Polizia, interminabili attacchi degli hacktivisti

Dal 22 novembre gli Anonymous Italy non sembrano arrestarsi. Con l'aprirsi della giornata contro la violenza nelle carceri e le repressioni della Polizia nelle manifestazioni, gli hacktivisti hanno segnato con la V di vendetta 11 siti appartenenti ai sindacati della Pubblica Sicurezza. Fulcro della rabbia distruttiva di Anonymous Italia è stata la sentenza di assoluzione degli agenti nel processo Cucchi. Essa si è sposata con la furia dei manifestanti francesi per la morte dell'attivista Remi, questa fusione di sdegni ha dato vita a OpAntiReb.

 

I target hanno subìto attacchi DdoS, defacement e prelevamento dei dati dai database. La Op (Operazione) è stata organizzata dai collettivi francesi Zad, per la morte di Remi picchiato dalla polizia francese. Primo sito a finire nel mirino di Anonymous è stato infatti quello della Gendarmerie. A seguire gli attacchi ai siti italiani: polizia-penitenziaria.it, Silp, Consalp, Ugl, Siap, Coisp (già attaccato in altre occasioni), Siulp, poliziaeuropa.it, Nps, Lo Scudo. Nel press rilasciato gli Anonymous sottolineano che “quasi 1000, sono le morti nelle carceri italiane dal 2002 al 2012 Per la precisione 518 sono i suicidi (56%), 183 (20%) sono le morti per malattia,177 (19%) sono le morti in carcere per le quali vi sono indagini in corso”, scrivono sul loro blog.

 

 

I motivi della protesta sono le richieste di “Una legge contro la tortura da parte delle forze dell'ordine, che tuteli, al contrario di quanto avviene oggi, chi si trovi sotto la custodia degli agenti. Una continua video sorveglianza nelle questure e nelle carceri al fine di garantire la tutela delle persone detenute o sotto la custodia degli agenti. E' necessario ricordare che tale richiesta è posta anche a causa del gran numero di "suicidi" nelle carceri italiane, circostanza che testimonia le condizioni disumane di reclusione e lascia dubbi sulla effettiva condotta della polizia carceraria. Leggi che permettano di espellere dalle forze dell'ordine e di punire adeguatamente chi tra gli  agenti si sia macchiato di maltrattamenti, percosse o molestie contro persone in stato di fermo, arresto o comunque sotto custodia”.

 

Ultimo tiro beffardo di Anonymous è stato l'impadronirsi dell'account facebook del Sappe della Val D'Aosta, lunedì mattina. Sul cui diario hanno scorso, per qualche ora della giornata, le fotografie di Stefano Cucchi e la maschera di Guy Fawkes. La diatriba tra Anonymous e Polizia è storia lunga. Tanto che la Polizia Penitenziaria, dopo aver subìto il deface sul sito, ha lasciato lo scritto degli hacktivisti sulla pagina e ha risposto direttamente dalla Redazione. Già qualche giorno fa, essendo stata oggetto di attacco, aveva lasciato un press dedicato ai ragazzi ribelli. Dal sito, durante l'attacco di sabato, sono stati prelevati più di 3mila account con nomi e cognomi e recapiti.

 

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Ultima modifica il Lunedì, 24 Novembre 2014 20:32
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Jone Pierantonio

@JonePierantonio

Mi occupo di giornalismo da circa 10 anni, scrivo sui quotidiani e mensili di Roma e nel 2013 ho dato vita a  cronacalibera.it su cui tratto argomenti di stile tech, internet,  Anonymous, hacktivism, hacking, cybersecurity, socialnetwork.

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