Hackers, hacktivists, cyberactivists, trolls: Anonymous. They never give up having opinions and making an outcry over huge events happening in the world.  From Isis through to Trump and Hillary Clinton's US election battle and now Brexit.

 

Some within Anonymous saw Brexit as the start of a revolution.  The YourAnonNews (YAN) twitter account, which claims to be affiliated with Anonymous had this to say: 

#VoteLeave is a message to the neoliberals, we're fed up with trade agreements that put wealth over people.”

 

Those who follow and study the Anonymous phenomenon know that revolution is a major part of the Anonymous idea.  Those partial to that idea felt that remaining in the EU meant being a slave to the system:

 

“Two weeks ago, the most powerful people in the world (world leaders, CEOs, etc.) came together to talk about a strategy to prevent brexit from happening, this is because of the new legal system Europe is trying to create in cooperation with transatlantic, trans pacific countries and the United States.” 

So the activists wrote in a letter shared on their 1,62 million followers account 

 

 

Those that follow Wikileaks, which has released documents about the proposed deals, know what this alliance could mean to activists.  These agreements between the EU and USA that apparently promote the economy grow through endless negotiation on "market access, specific regulation and broader rules and principles and modes of co-operation."  These things are often not wanted by cyberactivists, whom want a freer more people focussed world that isn't just pandering to big business.

 

The Brexit debate was often focussed on immigration and YAN had this to say: 

“While it is a terrible shame Brexit happened out of fear for refugees, other countries now have an example leaving EU and taking back sovereignty and democracy is possible.”

 

Whilst Anonymous claims not to be a political animal, YAN wasn't the only group talking about it.  A few days before the historical referendum happened, a debate on RadioAnonOps took place.  They talked about the pros and cons of the UK being in the EU, with someone from AnonUK radio on the remain side.  More sign if we needed it that the whole Anonymous galaxy is interested in things, even political, that can have huge impacts on the world, as activism requires.  Showing that Anonymous is heterogeneous in nature, an idea brought about by a disparate group of individuals.

 

Brexit will change the political structure of Europe but not only that.  Many young people feel that their future has been stolen by an older generation that mostly voted leave.  Perhaps their voices now will grow a new conscience on the ancient continent.  There's been a massive campaign on social networks under the hashtag #NotInMyName since they want to be part of a wider union and now feel isolated and somewhat fearful.  The thoughts of the young are often a big part of Anonymous and this has them standing opposed by the older generation. 

Whatever the future holds then seems there will still be fights that Anonymous will enter into, even if for some the enemy is the supposedly wiser elders.

 

Una lista nera contenente più di 6000 account jihadisti, tra cui alcuni che evidentemente minacciano l'Italia. E' il lungo e costante lavoro degli Anons di #OpIceIsis. 

Tra gli account riportati e segnalati, si possono trovare molti che inneggiano alla presa di Roma. Uno di essi in particolare - che a prima vista sembra essere un account che condivide informazioni sulla Jihad - contiene il link ad un sito sul quale è possibile trovare l'intero piano su come arrivare in Italia. Insomma la propaganda del terrore dello Stato Islamico, si fa sempre più intensa e mirata, stringendo il cerchio sulla Citta Eterna, puntando alla scenograficità per generare stupore e arrivare ad una vasta audience. "Ecco lo stato dell'Islam illuminare la Libia e la sua luce è impaziente per la terre della Tunisia, Algeria, Egitto, Sudan, Ciad, Mauritania, Marocco e tutte le terre dell'Islam usurpato", si legge nel documento, che dà l'idea di essere un'esortazione rimata, quasi una filastrocca. A scoprire la cosa, proprio un degli hacktivisti Anonymous.

 

Il sito in questione, è un generatore di 'pad', ovver documenti scritti, una sorta di foglio di testo mediatico. Dalla mappa contenuta nel documento generato su JustPast, le cui scritte sono tutte in arabo, sembra che per effettuare l'accesso nello stato italiano, gli uomini dell'Isis vorrebbero passare per la Sicilia. "Dalla Libia a Roma", si intitola l'articolo. Dalle prime traduzioni delle scritte, si evince che l'obiettivo è quasi raggiunto: "Stiamo bussando alle porte di Roma", scrivono. "Ecco lo Stato Islamico ridisegnare le glorie e rispristinare nuovamente la mappa del mondo", si legge ancora. Le minacce sono giustificate dal fatto che tutto ciò è, per loro, la promessa del 'Profeta'. In tutto ciò i membri della Jihad sembrano voler avvalersi dell'aiuto di infiltrati negli immigrati che arrivano sulle nostre coste. L'articolo, inoltre è riportato anche su un Blog, dal quale è possibile capire che la Jihad di cui parlano, questa volta ha radici in Libia. Ed è proprio dalla Libia che si appresterebbero a partire per entrare in Italia. Quindi dopo i Lupi Solitari, che parlavano di 'infiltrati' Isis già presenti nella Capitale, altri estremisti minacciano l'invasione.

Il tweet con la foto di Roma avente sul Colosseo la bandiera Isis

Account jihadista

 

 

Molte delle informazioni dei jihadisti, ormai, sembrano passare grazie all'interminabile lavoro degli hacktivisti dell'operazione Ice Isis (di cui abbiamo fatto un reportage qui e qui). Non sono mancati, infatti, gli attacchi alle loro stesse reti: proprio ieri ad interferire con l'organizzazione del lavoro, alcuni bot (robot programmati) sconosciuti sono entrati nella stanza della chat Irc, scrivendo frasi senza senso e senza sosta. 

 

Sotto lo spam del bot nelle reti IRC

Attacco agli Anonymous

 

 

 

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Il San Valentino, quest’anno, è stato social. Il paese più innamorato, secondo le statistiche Twitter, è la Svezia. L’ondata di tweet il giorno degli innamorati, è stata di 100 lingue diverse.

 

A svelare le statistiche direttamente il social dei cinguettii. Foto di innamorati e frasi poetiche hanno invaso le timelines, tuttavia in tutto non poteva mancare l’ironia, mescolata forse a una speranza di pace: il foto montaggio di Angela Merkel e Alexis Tsipras che, abbracciati su un muretto, si scattano un selfie nella città degli innamorati: Parigi. Riconoscibile grazie alla Tour Eiffel alle loro spalle.

 

Insomma l’amore è corso su tutto Twitter, i cui statisti hanno stilato una classifica di tutti i paesi nel mondo e l’Italia è risultata al 36° posto tra le nazioni innamorate

 

"Anche se le persone esprimono continuamente il loro amore su Twitter - dicono da Twitter -, esistono dei traguardi della vita di coppia che portano a twittare di più. Abbiamo realizzato il “Calendario dell’amore” su Twitter, che mostra i momenti in cui le persone vivono con più intensità alcune esperienze, come il matrimonio o il divorzio, a seconda dei Tweet inviati".

 

 

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L’operazione Ice Isis, che vuol dire congelare lo Stato Islamico, con l’instancabile lavoro di più di 140 Anonymous, è riuscita a far sospendere più di 9000 account in poche settimane. E soprattutto è riuscita a portare alla luce alcuni dei nomi di hacker jihadisti. Nessun italiano, però.

 

A smentire la notizia che ci sia un italiano tra le prime file della propaganda terroristica dell’Is, sono proprio fonti interne ad Anonymous, le stesse che avevano parlato con chi ha scritto la notizia. Sul  grande server Anonops, in cui l’operazione di ghiacciare perennemente l’Isis va avanti, una fonte, che dice di aver parlato col giornalista, del quale omettiamo l’identità, smentisce di aver mai affermato che dietro il profilo Twitter @IsisTechnical ci sia il capo della propaganda Isis, ma un semplice attivista, un simpatizzante proveniente da altri stati dell'Africa, neanche dall'Italia.

 

“Mi dispiace – si scusa l’Anonymous in un’intervista privata e spiega cosa è successo -, mi dispiace veramente, so che le parole hanno un peso e io non  ho mai detto che l’uomo che si trova dietro quel profilo Twitter sia il capo della propaganda jihadista.  Nella conversazione ha provato a farmi dire che era un hacker importante, ma io non ho mai confermato una cosa simile”, così l’hacktivista smentisce la notizia e “noi stiamo lavorando su quel profilo, in cui sembrava esserci veramente un italiano, stiamo facendo ricerche approfondite, ma quando mi è stato chiesto se fosse una persona importante per l’Isis, ho chiaramente risposto di no!”. E ancora un altro hacktivista: “Sappiamo che le notizie possono far male alle persone, siamo quindi molto cauti ad esporre i nomi delle persone e dare informazioni”. Sono infatti noti, a blogger e giornalisti e scrittori che bazzicano nei canali IRC per le interviste, gli scrupoli che usano farsi gli Anonymous prima di pubblicare un nome, accusare un’innocente.

 

Che intervistare gli Anonymous e trarre conclusioni dalla grande confusione che si crea in un’operazione del genere, sia una cosa difficile, è nota ai pochi giornalisti, blogger, scrittori, che si azzardano ad avere con essi contatti più duraturi nel tempo perché amanti di quella informazione. D’altra parte, appurare le fonti in un mondo di fantasmi è dieci volte più difficile. “Addirittura un altro grande quotidiano internazionale (di cui omettiamo il nome) – incalza l’hacktivista – ha detto che abbiamo attaccato e hackerato 1000 siti, ma anche questo è falso”. Infatti i siti ‘bucati’, (come ci hanno riferito ieri), sono pochi, data l’alta preparazione dei web master dell’Isis e il quindi il duro lavoro che c’è da fare sopra.  La fonte sentita da noi di Cronaca Libera è comunque attendibile per verifiche fatte nel corso dei precedenti scritti. 

 

Sotto i Tweet del primo hacktivista che ha segnalato agli altri il profilo poi messo sotto 'sorveglianza speciale' dal resto degli Anon

 

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Nata lo stesso giorno di OpCharlieHebdo, OpIceIsis è la seconda parte dell’operazione di Anonymous contro lo Stato Islamico; nata come OpIsis qualche mese fa, non aveva riscontrato grande successo. Ma dopo Charlie Hebdo, la scena cambia e il modus operandi della Legione, contro lo schieramento cibernetico dell'Isis, comincia a prendere piede e a catalizzare l'attenzione di media e di nuovi adepti.

Il canale di AnonOps, quieto durante l’operazione Charlie, ha ripreso la sua instancabile attività contro i siti jhiadisti dopo la notizia del pilota giordano arso vivo. I nemici giurati di Anonymous sono le crew di hacker della FallagaTeam e del Cyber Califfato, che anche questa volta, infiltrati all’interno dei canali in cui vengono organizzate le azionii, hanno dato problemi agli hacktivisti. Ed è proprio con queste grandi operazioni che l’hacktivismo si caratterizza come fondamentale nell’era della rivoluzione informatica, costituendosi come essenziale barriera al malem che pervade e galoppa imperterrito nella rete, e divenendo voce dell’indignazione del mondo intero. Non più, quindi cyber terroristi, gli Anonymous diventano CyberAngels.

 

 

 

“Ho nuovi target”, dice un Anonymous entrando nel canale e “Datemi qualche sito da attaccare”, parla un altro hacktivista. La differenza con la prima ondata di attacchi informatici ai siti dello Stato Islamico, è la maggiore organizzazione degli hacktivisti, i quali, essendo sparsi in ogni dove nel web, hanno dato vita a questa immensa campagna cibernetica attraverso vari gruppi, come quello dei Red Cult. Non solo quindi le reti nascoste del grande server di AnonOps hanno sferrato l’attacco, ma il web tutto, che gli Anon definiscono ‘la nostra casa’, ha levato gli scudi contro la barbarie degli estremisti islamici. La battaglia cibernetica, in cui questa volta a differenza di altre, gli Anon sono dipinti come gli angeli di luce e gli hacker dell’Isis sono la parte delle tenebre, ha visto nuovamente scontri interni tra le due fazioni, in cui alcuni degli hactivisti di Anonymous hanno subìto minacce di morte sui social network. E questa lotta nel cyber spazio, tra Angeli e Demoni, è destinata a protrasri nel tempo.

 

Tuttavia se gli ammonimenti e i gli atroci omicidi del terrorismo islamico e le loro alienate coscienze, stanno diffondendo morte e orrore nel mondo, riportando questa atrocità al meno funesto web troviamo una guerra, meno abominevole, ma che delinea lo spessore dell'idea Anonymous, che nel web ha le sue radici. E che si pone come l'unica che può issare barricate contro l’incessante propaganda mediatica dell’Isis. “Non so se tutto ciò fermerà questo schifo – spiega uno degli hacktivisti più coinvolti -, ma loro ora sanno che ci siamo e possiamo rispondere con una battaglia mediatica. Noi siamo presenti e combatteremo sempre per la libertà. Il terrorismo non ha posto nel nostro mondo”. 

 

Ma come agiscono gli Anonymous anti Isis? “Cerchiamo siti pro Isis, prendiamo gli Url, li mettiamo su un pad e poi lavoriamo per trovare vulnerabilità, li infiltriamo e preleviamo tutto il database”. Un lavoro di squadra instancabile, che richiede ore e ore tutto il giorno. Il canale principale dell’azione nelle reti IRC, #OpIceIsis, continua ad avere un sempre maggior flusso di utenti. “Inoltre cerchiamo tutti gli account Twitter – continua il Condottiero – li riportiamo ai media e mostriamo chi sono. E se possiamo prendere i database dei siti, defacciare (cambiare la homepage del sito con un’immagine) e attaccare con DDoS, lo facciamo. Noi veniamo da ogni parte del mondo, occidente, oriente, Asia. Noi siamo gli Anonymous, noi siamo uno, noi siamo un’idea”, tuona e termina fiera la fonte interna di AnonOps. Fino ad ora gli account jihadisti sospesi sono circa 900, mentre i siti attaccati sono 16, “I siti che abbiamo scelto di attaccare, sono i maggiori di Al-Qaeda e Isis – spiega uno degli hacktivisti interni alla Op -, siamo concentrati su target di alto livello. Hanno ottimi hacker e ottimi sysadmin (amministratori di sistema). Ma comunque siamo a lavoro. Ora hanno molti, ma molti meno account twitter, quindi sono più deboli e stanno diventando nervosi. Inoltre stiamo tracciando tutti i loro sysadmin e li stiamo esponendo, questo non è difficile, perché non sono un gran numero”. 

 

 

Inoltre, in un press inviato alle maggiori testate (si può leggere qui) giornalistiche mondiali e che a noi hanno passato la sera di domenica in chat privata, parlano di uno dei maggiori hacker dell'Isis che avrebbero smasherato: "è tunisino e ha creato un team: “The Fallaga DZ Team”. Lavorano incessantemente per creare caos e danneggiare siti innocenti", scrivono gli Anons. In base alle loro informazioni l'uomo si chiama Majdi Mgaidia e risiede a Manouba, in Tunisia. Avrebbe studiato alla Bordeaux Management School, oggi Kedge Business School, con sede a Talence, sobborgo di Bordeaux in Francia. Un uomo, che gli Anonymous definiscono "ipocrita, perché minacciava gli altri. L'Isis non è l'Islam, ma solo vecchi terroristi". E sui dubbi che questa operazione possa essere coordinata dai servizi segreti, gli Anonymous smentiscono, ma sono certi che "sicuramente leggono i loro leak e sicuramente sono alla sua ricerca". C'è infatti da sottolineare che, se durante l'operazione Charlie, la schiera di attivisti aveva membri incontrollati e incontrollabili, i quali inneggiavano al razzismo contro l'intero Islam, questa volta il problema è stato arginato, anche perché: "Il razzismo è proprio il contrario dell'dea Anon - spiega uno degli hacktivisti di vecchia data -, quindi chiunque parla di esso viene immediatamente allontanato dai canali"

 

L’escalation degli attacchi cibernetici è divenuta sempre più calda quando è stato scoperto il messaggio dei ‘Lupi Solitari’ di Roma. Ormai è noto che il la rete viene usata dagli aderenti all’Isis per la propaganda, tanto che i video editati divengono sempre più spettacolari, rasentando una sorta di parodia grottesca e orribile di film horror americani, in cui però l’orrore e la morte e il dolore sono reali dall’altra parte della videocamera. Chi, quindi, può combattere una così forte campagna mediatica, la quale sembra avere sempre più successo dato il numero crescente di aderenti, se non chi conosce perfettamente le tecniche di ‘reclutamento’ mediatico come gli Anonymous? Come detto altre volte sono loro i leader della contro informazione, capaci di reclutare una Legione in pochi anni e di appassionare giovani e no, di tutto il mondo alle loro bravate e all’idea che portano all’intero pianeta. Questa volta, però, gli hacktivisti si trovano di fronte un nemico di diversa portata, non un Governo contro il quale protestare, non una grande industria, ma un virus che terrorizza il mondo con armi vere, un filo marcio e infetto che lega migliaia di persone e che combatte con armi vere e che ad ogni secondo può colpire uccidendo innocenti: il terrorismo islamico. Ed è stato proprio uno degli hacktivisti che con una storia un po’ bizzarra, ha trovato gli account Twitter dei Lupi Solitari, con i quali ha discusso poi e che ha segnalato in alcuni suoi tweet e da cui è nata la grande diffusione di notizie a riguardo. Sospesi poco dopo i due account menzionati dall’hacktivista.

 

In quest'alba della nuova era informatica, Anonymous scrive le pagine di storia: "L' Isis dipende social media per ottenere la parolaracconta in un'intervista privata, uno degli esponenti della Legione mediatica, sui canali di AnonOps - ,  li stiamo rimuovendo dalle loro posizioni di potere, costringendoli a trasferirsi in nuovi account,  tanto più li facciamo spostare, il più esposti diventano e  più energia spendono per mantenere il loro slancio. Questo rende la loro vita più difficile"

E qual è il pensiero di Anonymous, la loro opinione, sul fatto che questa volta il mondo li stia acclamando e sull'Isis stesso? "Ciò che amiamo, come Anonymous, è chi nel mondo insorge a difendere la libertàcontinua l'Anon -. Da una mia stima come Anonymous, tutti i governi, i gruppi politici e i centri di potere, lavorano per togliere la libertà per qualisasi stupido motivo, soprattutto per paura.  Ma Anonymous insorge a difesa della libertà, e abbiamo la possibilità di mettere in scena una forza tale che spinga via tutti i nemici della libertà. Per questa ragione abbiamo la gente dalla nostra parte: perché ogni essere umano su questa terra anela ad essere libero.  E tanto più quelli che si oppongono alla libertà ci combattono, più potenti diventiamo. Questi avversari finalmente ci daranno la forza di ridurli,  Un uomo non regolamentato distrugge sempre se stesso. Coloro che leggeranno quest'intervista si chiederànno quanto male potranno ottenere, bene, la risposta la troveranno da loro. Ma la domandaincalza l'hacktivista nel suo discorso tipicamente Anonymous, fiero e combattente- è: quando vi solleverete per combattere per la vostra libertà? Perché nel frattempo ci siamo noi, Anonymous, che combattiamo per voi. Siamo in tanti, loro sono pochi, i loro poteri sono degradati ogni giorno, e questo è ciò che li spaventa, perché sanno di essere dalla parte dei perdenti della storia. Sono condannati all'oscurità. Il loro potere è soprattutto mentale e chiunque può decidere di rifiutare il loro modo di vedere il mondo, si tratta semplicemente di una scelta. Cercano di far credere che hanno il controllo, ma non è vero. Con la giusto coinvolgimento delle menti, si vedrà la veritàva avanti l'Anon, con lo spirito di chi ha la sicurezza del successo ottenuto e la grande capacità di usare internet come strumento di propaganda -, così cadranno subito.  Abbiamo visto queste cose già nel corso della storia e le regole non sono cambiate: quando chi è al potere porta via troppa libertà, viene gettato via. E' chiaro che i poteri lavorano contro la libertà anziché cercare di fare in modo che la libertà sia maggione, ma sono stupidi" E per quanto riguarda l'uso di internet che fa l'Isis? "Beh, l'ironia è troppo forte per non essere notata: cercano di vivere nel XII secolo, ma usano tecnologie del XXI per raggiungerlo. Non sono altro che ipocriti, come (i terroristi) del secolo scorso. E sempre più persone li vedono per quello che sono. Noi faremo il nostro lavoro, i soldati faranno il loro, e l'Isis sarà distrutto. Completamente".

 

 

E' arrivata l'era di un cambiamento cruciale del cyberhacktivismo, quella in cui coloro che erano considerati i peggiori nemici delle polizie mondiali, sono ora fonti, se non ufficialmente, ufficiosamente. E' l'alba che probabilmente molti seguaci esterni alla immensa Legione, aspettavano, quella in cui gli eroi del web diventano tali, schierati dalla parte del bene, nella loro sempre e costante idea di giustizia.

 

Sotto il nuovo video dell'Operazione OpIceIsis: "Avete usato internet per la vostra propaganda, ma Internet è Free Speech, non per la vostra propaganda. Tic Toc, questo è l'inizio della fine, siamo una Legione. Aspettateci"

 

 Il video italiano di OpIceIsis

 

 

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Era stata già abilitata su Windows Phone, ora la funzione di traduzione è abilitata in tutte le versioni Twitter.

 

Andando su Impostazioni, dal proprio profilo, è possibile spuntare la casella ‘Abilita la funzione per tradurre i Tweet’, così nei tweet della propria timeline apparirà un’icona a forma di globo, clickando su essa si avrà la traduzione di Bing.

 

La collaborazione tra Twitter e Bing si era già avuta qualche tempo fa, ora torna ad essere attiva, dopo ‘la scomparsa’ per un periodo dal social network. Ora, oltre a Twitter.com, la funzione translator si potrà avere anche su Twitter per iOS, Twitter per Android, e TweetDeck.

 

 

 

Con il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico e dell’ISCOM (Istituto Superiore delle Comunicazioni), dell’Agenzia per l’Italia Digitale, del CIS (Centro di Ricerca di Cyber Intelligence and Information Security) dell’Università di Roma “Sapienza”e del Laboratorio Nazionale di Cyber Security del CINI (Consorzio interuniversitario nazionale informatica),  del Dipartimento STF (Scienze Tecnologiche per la Formazione) dell’Università di Roma “Tor Vergata” e di numerose associazioni di categoria, il prossimo 18 Febbraio si svolgerà la 5a edizione del Cyber Crime Conference.

 

I cyber criminali stanno utilizzando tecniche avanzate di malware e social engineering per lanciare attacchi sempre più sofisticati e difficili da prevedere provocando delle spaccature  irreparabili ai sistemi di sicurezza aziendali e governativi. Com'è noto, infatti, internet è uno strumento dalle incredibili potenzialità che, messo nelle mani della grande macchina del terrorismo, può provocare gravi attentati a danno dei sistemi tecnologici delle aziende causando, con la sottrazione dei dati sensibili e l’interruzione delle comunicazioni di rete, perdite economiche e di reputazione.

 

Tutte le realtà che custodiscono dati sensibili sono potenzialmente attaccabili: Studi Legali specializzati in Diritto Societario, Studi Commercialisti e Notarili, come anche i settori dell’e-commerce, dell’industria (elettronica, chimica e farmaceutica, ecc. ), Banche e Assicurazioni, Strutture Sanitarie e, non ultime, le Infrastrutture Critiche.

Esperti di Intelligence e di “Cyberguerre” ed esperti di Cyber Security offriranno analisi e soluzioni su queste specifiche problematiche.

 

 

45 Capi di Stato e Governo riuniti a Parigi per aprire la marcia contro il terrorismo, per la libertà di espressione. E Parigi è diventata storia, sotto gli occhi piangenti, ancora sconvolti del mondo dopo l’attentato al Charlie Hebdo, in cui 12 persone hanno perso la vita dopo aver pubblicato una vignetta satirica. E in questo scenario in cui la morte ha fatto da padrona, la presenza di Anonymous è stata massiccia.

 

Leader nella contro informazione, da sempre in prima linea sventolando la bandiera della Free Speech, Anonymous ha dato vita a un’azione che rimarrà storia della Legione. Sul canale principale del server AnonOps, della rete IRC (Internet Relay Chat) uno degli hacktivisti francesi ha dato la notizia dell’attentato, dieci minuti dopo il canale dell’operazione era stato registrato, nasce così #OpCherlieHebdo sotto i nostri occhi. Un’azione che ha visto convogliare in sé utenti anonimi da tutto il mondo e semplici utenti con tanta voglia di partecipare. Ad essa si sono uniti i membri di crew mondiali. Il canale, al secondo giorno dalla nascita ha contato picchi di 600 utenti, mai vista un’azione tanto massiccia a livello di adesione: confermando nel cyberspazio che il mondo intero si è schierato contro l’Isis e i jhiadisti tutti. “Mai vista una cosa del genere, questo significa il mondo contro gli estremisti, contro il terrore”, afferma infatti uno degli anonimi. E ancora: “Il Portogallo è presente” , scrive un utente appena entrato nella stanza Irc; “Voglio aiutare, sono con voi”, afferma un alttro anonimo; “Non so hackerare, ditemi che posso fare”, incalza un altro. Una ‘room’, quella di #OpCherlieHedbo, che è un via vai continuo di nicknamei, entrate e uscite che non si fermano mai, per rimanere su un numero stabile di 400 anonimi in media in un solo canale, quello principale.

Nel dettaglio gli activisti hanno cominciato attaccando qualsiasi tipo di sito islamico. Ma essendo un’operazione con centinaia di utenti da gestire, i target sono cambiati subito dopo: “Non attaccate con DDoS i siti, perché dobbiamo prelevare le informazioni e darle alle autorità con le quali collaboriamo”, scrivevano sul canale coloro che capitanavano la Op. E per la prima volta nella storia della Legione, gli hacktivisti, da sempre nemici acerrimi delle Forze dell’Ordine, hanno collaborato con esse per riuscire a dare maggiori informazioni possibili e creare una lista di sospetti terroristi. “Il nostro obiettivo ora – spiega uno degli Anonimi leader dell’operazione – è quello di trovare il più possibile siti aderenti alla jhiad, scansionarli e prelevare i database, solo così riusciremo a mettere in difficoltà la rete terroristica che si muove su internet”.  E mentre molti agivano cercando di prelevare informazioni da siti web come ‘joinalquaeda’, altri si sono dedicati a riportare pagine facebook e account Twitter filo jhiadisti, così al quarto giorno dalla nascita di OpCherlieHebdo  202 account Twitter, 3 siti, 8  profili Facebook, 2 account di Youtube,  24  Video di Youtube sono stati cancellati.

Tuttavia, l’azione massiccia per la portata degli aderenti, come dicevamo, diverrà storia per Anonymous perché conferma gli hacktivisti come portatori della libertà di informazione e come aderenti sempre più stretti all’indignazione del mondo. “Su internet, la nostra casa, gli oppressori non hanno spazio - ha incalzato in un' intervista uno degli Anonymous -. Loro hanno attaccato un giornale, internet non appartiene a loro”, immediata la domanda “a chi appartiene internet?”, “A noi”, mi ha risposto. E ancora: "Quello che è successo in Francia - dice l'Anonimo che chiamerò il Condottiero - è terribile e non possiamo sopportarlo più. Tutti devono combattere contro lo Stato Islamico e il Terrorismo. Tra l'altro Youtube dovrebbe filtrare di più, perché la propaganda è molto forte anche lì".

 

Il coinvolgimento enfatico di molti Anonimi nell'Operazione, rischia di sfociare in una condanna totale della realtà musulmana, tanto che gli islamisti sono diventati il male assoluto: “Loro sono l’inferno – ha dichiarato uno degli hacktivisti più coinvolti nell’azione -, non tutti, ma la maggior parte sono terroristi”. Nonostante chiunque inneggi al razzismo venga espulso dal canale, la portata di OpCherlieHebdo è talmente vasta che gli amministratori hanno molte difficoltà a tener fronte ai centinaia di utenti e all'infervoramento razziale.

 

Gli attacchi DDoS ai server di AnonOps

OpCharlieHebdo ha messo a dura prova anche la net Irc principale di Anonymous: l’azione è stata una sorta di test per tutta AnonOps, dati i continui attacchi DDoS subìti dalle crew hacktiviste di CyberIsis, Fallaga Team, Apoca-Dz. L’alta difesa e il lavoro costante degli amministratori hanno dato prova della inattaccabilità dei server, ora è certo che questi sono inespugnabili. Anonops è una fortezza, possiamo affermare..

 

 

Il sito fake

Durante le ricerche dei siti jhiadisti, gli Anonymous si sono imbattuti nel sito opcharliehebdo.com. Esso è divenuto subito un mistero. Comperato lo stesso giorno dell’attentato, il 7 gennaio, esso è risultato esse un falso dell’operazione e il countdown inserito sopra, terminato il tempo del coto alla rovescia, non ha avuto senso, se non quello che lo stesso giorno del suo termine c’è stata la grande manifestazione a Parigi. Tuttavia controllando bene i dati del whois, gli hacktivisti sono riusciti a sapere che il dominio è stato acquistato in Arizona il giorno stesso dell'attentato, il 7 gennaio. L'ora, per quanto le ricerche siano state assidue, rimane sconosciuta.

 

I video

I video per la op si possono dire due differenti: il primo editato dal Network Anonymous Video, il secondo dagli Anonymous del canale OpCharlieHebdo. Il primo è il cordoglio di un amico: l’Anonymous che lo ha editato e che ha chiesto di osservare la privacy, era un amico dei giornalisti del Charlie Hedbo, così il filmato è un’opera d’arte in onore di chi è morto e in onore alla libertà d’espressione. Il secondo filmato è la motivazione dell’azione, il classico video in  Anonymous annuncia la Op.

 

 

Il Video Di Anonymous Video Network

Anonymous « Je suis Charlie » from @AnonymousVideo on Vimeo.

 

La controparte

La CyberIsis, la Fallaga Team e altre crew hacker hanno risposto al massiccio attacco degli Anonymous defacciando siti del governo francese. Essi sono gli tessi team di hacktivisti che hanno cercato di buttare a terra i server di AnonOps a colpi di DdoS. Ma anche stessi membri scissi di diversi team di AnonGhost si sono schierato con le crew musulmane, attaccando siti francesi, dando vita a #OpFrance. Se un tempo si sono schierati con la Legione, durante l’ OpIsrael, ora AnonGhost (li avevo intervistati qui) ne è divenuto, con la Fallaga Team, antagonista.

 

L’operazione tuttavia non sembra volersi arrestare, ancora ieri notte il canale IRC #OpCharlieHebdo contava 460 utenti, segno che la lotta per la libertà di espressione sul web è cominciata: “Non possono fermare la libertà”, scrive in una chat privata uno degli Anon. Così sarà sulla rete, se su essa esisterà sempre un realtà di tale portata com l’idea Anonymous, ovvero la Free Speech stessa. 

 

 

Uno dei deface ai siti

 deface

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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