Musica

 

 

Grande successo per la serata di beneficenza Musicafrica che si è svolta nella splendida cornice del Teatro Brancaccino di Roma. L’evento, il cui ricavato sarà devoluto agli IFO, ha visto l’adesione e la partecipazione di moltissimi artisti tutti impegnati in azioni umanitarie.

A dare il via alla serata condotta dalla brava e bella Erika Gottardi, una breve ma significativa sfilata delle modelle di Carnevali Spose che indossavano abiti i cui colori richiamavano le terre africane seguita dalla presentazione e dall’intervento della dottoressa Marta BrancaCommissario Straordinario degli IFO, l’ente che riunisce l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena e l’Istituto Dermatologico San Gallicano. Messaggi di speranza, fratellanza e di amore sono gli ingredienti che hanno caratterizzato il concerto del gruppo dei Luckys Lions. Sul palco, assieme a loro anche Ismaila Mbaye, Musicista, Attore e Ambasciatore Umanitario. La serata è poi entrata nel vivo con le premiazioni di personaggi che, nel corso della loro vita, si sono contraddistinti e che sono attivi in azioni umanitarie.

A ricevere il Premio"Sipario all'Eccellenza" il regista Antonio Calenda, per aver dimostrato il suo impegno civile, con professionalità e creatività, verso il drammatico problema dei "migranti". Subito dopo è stata la volta della giornalista Marzia Roncacci con il Premio Conduttrice 2016, e Niko Sinisgalli con il premio Tradizione in Cucina per l’amore e la passione con cui realizza i suoi piatti che riprendono la tradizione mediterranea ma anche per il suo impegno nel sociale. A dare un pizzico di brio in più ci ha pensato R. Pacifico, che con la sua voce, i suoi brani e i suoi ritmi ha coinvolto il pubblico che, sollecitato dallo stesso artista, si è alzato in piedi, ha ballato e cantato. Le premiazioni sono poi riprese con quella Michele Simolo organizzatore di No Violenceche ha voluto al suo fianco quattro ragazze che hanno ricordato e suggerito a tutte le donne che bisogna denunciare le violenze subite e che non ci si deve nascondere. Subito dopo è stata la volta della premiazione di Ismaila Mbaye, Premio Internazionale Ambasciatore Umanitario, di Maria Rosito con il Premio Donna Impresa e di Anna Accalai con quello di Imprenditrice 2016. Ancora un intermezzo musicale del Gruppo Coccode per poi riprendere con il premio Emozione al pittore Armando Marchegiani, ritirato dalla nipoteRegina Lizza, il premio Creatività 2016 a Luciano Fochini designer del brand Zero43 e il Premio Tutto Tondo al Maestro, pittore, scultore e musicista Giuseppe Casali. Non per ultimo il premio Fenomen Global adOsmani Garcia, vincitore del disco di platino digitale in Italia. A chiusura della manifestazione ancora musica, sorrisi e balli del gruppo dei Luckys Lions per poi spostarsi al Ristorante Tazio di Piazza Esedra per un cena con i fiocchi curata dallo chef Niko Sinisgalli.

L’evento, "Musicafrica", alla sua prima edizione e che vuole essere un “faro nella notte” per tutti coloro che soffrono, è nato da una idea di Luciano De Cesaris ed è stato realizzato col sostegno dello staff messo insieme da Giuseppe Pronesti. Ospiti fra il pubblico L'editore giornalista Giò Di Giorgio, la presentatrice Maura Carotti e Oscar Garavani, il responsabile della Università PegasoWalter Scognamiglio accompagnato dal figlio Massimiliano, il Direttore Commerciale della EdenessMaurizio Marinelli e il look maker Alessandro Messina.

 

 

l settecento è il secolo di un importantissimo compositore: Alessandro Scarlatti.

 

Egli si pone nel punto di separazione tra l’opera veneziana del XVII secolo e l’opera seria del XVIII. Fissa con più di quaranta anni di composizioni tra il 1660 ed il 1725, il modello di architettura musicale utilizzata dagli operisti di oltre due generazioni e porta Napoli a condividere con Venezia il ruolo di capitale dell’opera. Considerato uno dei fondatori della scuola musicale napoletana, la sua vasta produzione abbraccia tutti i generi, dal sacro, al religioso, allo strumentale e dal teatrale al vocale da camera.

Più che nella musica sacra però la sua arte risplende in quella religiosa e soprattutto nel teatro. L'opera infatti assorbe buona parte del suo ingegno creativo. Sviluppa così l'elemento comico e conferisce all'opera seria, soprattutto a partire dal periodo centrale della sua attività, una ricchezza e una profondità di discorso musicale, specie nelle parti orchestrali, che non si trova in altri operisti di quel tempo. Non abbiamo ancora, con lui, il classicismo di Metastasio del Settecento, di cui parlavamo la scorsa volta, ma piuttosto siamo ancora vicini alla fantasia del barocco del Seicento veneziano.

Nella sua copiosissima produzione, per rendere l’idea circa sessantasei opere liriche di cui giunte a noi complete solo trentaquattro, l’ultima fatta rappresentare fu “La Griselda”. E’ un'opera seria in tre atti su libretto di Apostolo Zeno ed è tratta dalla centesima novella del Decamerone di Boccaccio: Griselda. Fu rappresentata per la prima volta al Teatro Capranica di Roma nel gennaio del 1721 con un cast interamente al maschile, composto da cinque castrati e un tenore.Sia nel ‘600 che nel ‘700 infatti, vi è la proibizione in alcune piazze, come Roma, di utilizzare donne sul palcoscenico, costringendo così a sostituirle con giovani castrati; si considerava la loro voce bianca e, quella delle donne soprano o contralto come le sole adatte ad esprimere il senso della meraviglia, rinnegando i timbri più comuni, percepiti come volgari, come quello del baritenore o del mezzosoprano.In qualche caso quindi, in alternativa ai castrati, diviene normale affidare le parti di “amoroso”, ai soprani o ai contralti donne in “travesti”, cioè donne vestite da uomini. In pratica sul palcoscenico non figurano mai fisicamente le donne, perché anche se lo sono e cantano da donne, sono travestite da uomini. Questo fino agli inizi dell’ottocento.

Torniamo ora ai personaggi dell’opera: Gualtiero re di Sicilia, Griselda povera pastorella, Costanza figlia di Gualtiero e Griselda, Ottone giovane innamorato di Griselda, Corrado principe di Puglia e Roberto, suo fratello.

La storia narra di Gualtiero, uomo poco incline al matrimonio e marito di Griselda. Al suo popolo piace la donna che ha sposato, ma il re invece riferisce alla moglie che essendo lei di umili origini è malvista, tanto che, quando dalla loro unione nasce Costanza, l’uomo finge di ucciderla, mandandola invece segretamente presso il principe di Puglia, Corrado, dove poi cresce.

Gualtiero prendendo come scusa la ribellione del popolo, decide di mettere alla prova la fedeltà di Griselda, e la allontana, prendendo una nuova moglie. La scelta cade proprio su Costanza, ignara del rapporto di parentela che la lega a Gualtiero. La ragazza a sua volta è innamorata di Roberto, giovane fratello di Corrado, e il pensiero del matrimonio forzato la getta nella disperazione. Griselda nel frattempo rifiuta con rabbia le avances di Ottone, che si è invaghito di lei. L'uomo la perseguita, ma Gualtiero durante una battuta di caccia, giunto alla villa della donna, con i suoi uomini, sventa un tentativo di rapimento e le permette così di rientrare alla corte, ma solo come schiava di Costanza.

Nell’ultimo atto Ottone continua con insistenza il corteggiamento di Griselda, finché il re gli promette la sua mano, ma solo dopo che egli stesso si sarà sposato con Costanza. Griselda dichiara a questo punto che piuttosto è disposta a morire! Commosso dalla fedeltà della donna, Gualtiero la riprende come moglie, rivelando la vera identità di Costanza e permettendo a quest'ultima di sposare Roberto di cui lei è innamorata.

E’ un’opera in cui si evince il bellissimo legame tra parola e musica che contraddistingue il genio di Scarlatti, la cui versione letteraria scritta da Boccaccio apre la strada a molteplici interpretazioni, ma che noi analizziamo in questo ambito, semplicemente da un punto di vista musicale.

Attraverso la lunga attività artistica, Scarlatti consolidò così un tipo di composizione vocale che influenzò i suoi contemporanei e le scelte che hanno orientato la musica napoletana ed italiana per diverse generazioni.

 

 

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