Cronaca Libera

“All'inizio di questa settimana il The Guardian ha reso noto che l'uomo che parla nel video dell'omicidio di James Foley è un membro dello Stato Islamico con sede a Raqqa, una roccaforte nel centro-nord della Siria. Sulla base di tale questione è possibile restringere la posizione in cui è stato girato il video”, sono le affermazioni di Helliot Hoggins, il blogger – ormai di fama mondiale – che da anni è attento alle dinamiche mondiali di guerre e rivolte.

 

Dalle immagini dei video, scrive Higgins sul suo sito (bellingcat.com), è possibile determinare molti particolari. L'uomo, che non è né un giornalista, né tantomeno è stato mai in Medio Oriente, dal 2012 studia il fenomeno del terrorismo, della guerra in Siria, delle rivolte in Ucraina. Dopo il video su James Foley, Higgins ha immediatamente scavato, come un esperto giornalista investigativo, per trovare l'area in cui il filmato sarebbe stato girato: le colline di Raqqa. Il punto indicato da Higgins +è assai preciso e gli screen lasciati sul suo blog, in cui si vede che ha studiato anche le posizioni via satellite (probabilmente Street Views), indicano che “ questa sembra essere l'unica posizione che si adatta ciò che è visibile sul video, pur essendoci pochissime informazioni. Lungo le colline, questo sembra essere il luogo più isolato, con qualsiasi tipo di strada di accesso. Mentre la maggior parte delle altre aree che hanno una strada di accesso sembra avere strutture che potrebbero essere visibili nel video. Sulla base di tutte le informazioni disponibili, possiamo dire che il video di James Foley è stato girato nelle colline a sud di Raqqa, e probabilmente nella posizione indicata sopra, sostenendo le affermazioni fatte sul Guardian che Raqqa è la possibile posizione in cui si troverebbero gli ostaggi”.

 

Conosciuto come Brown Moses, il britannico Heliot Higgins è ormai un giornalista investigativo di fama mondiale, capace di trovare in rete scoop che sarebbero alla portata di tutti - forse - dato che oramai - e questo Higgins lo ha capito meglio di altri - è impossibile per chiunque resistere al fascino di postare video su internet. Anche per gli stessi assassini, terroristi, omicidi questo allettamento della rete è irresistibile. Guardando il video qui sotto se ne ha la prova.

 

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Potrebbe essere considerata la trama di un film poliziesco la storia raccontata da un 45enne romano ad una donna da poco conosciuta per attirare le sue attenzioni.

L’uomo, infatti, si è spacciato per un appartenente alle forze dell’ordine di un fantomatico reparto speciale, millantando conoscenze altolocate ed influenti.

La messinscena si è rivelata efficace e i due, dopo qualche tempo, hanno iniziato a frequentarsi.

All’inizio sembrava che tutto procedesse normalmente, ma ad un certo punto la donna ha cominciato a sospettare, visto che la storia ha preso una piega sempre più inverosimile.

L’uomo, infatti, dopo qualche tempo le avrebbe confidato di essere stato costretto ad avvicinarla per indagare sul suo ex marito, che secondo una sua fantasiosa ricostruzione era un soggetto pericoloso su cui stava indagando e che era in procinto di arrestare.

Addirittura l’ha costretta a nascondersi in un albergo per diversi giorni con la scusa di doverla proteggere.

Alla fine la storia, seppure ben architettata, non ha più retto e la donna si è rivolta alla Polizia.

Sono stati gli agenti del Commissariato San Paolo, diretti dal dr. Filiberto Mastrapasqua, ai quali la donna ha raccontato l’incredibile vicenda, ad avviare immediatamente le indagini e a scoprire che l’uomo oltre a spacciarsi, senza averne il titolo, per un “coraggioso servitore dello Stato”, si era anche cambiato il nome.

Quando la vittima è stata messa a conoscenza dell’inganno, ha subito ricollegato la messinscena dell’uomo ad alcuni episodi che si erano verificati in passato.

Tra questi una serata passata insieme a lui, durante la quale i due avevano anche consumato un rapporto sessuale non protetto, al quale lei non era riuscita ad opporsi, perché incapace di ribellarsi in quanto plagiata ed in uno stato di completa sudditanza psicologica.

Tra le ipotesi investigative vi è anche la possibilità che, a sua insaputa, l’uomo possa averle somministrato qualche sostanza per far si che non si opponesse ai suoi voleri.

Il sedicente agente segreto, nel frattempo, forse sospettando che la donna si fosse rivolta alla Polizia, si era reso irreperibile presso i luoghi da lui solitamente frequentati

Gli investigatori hanno però stretto il cerchio attorno a lui ed hanno atteso che facesse un passo falso. Cosa che è puntualmente accaduta nella mattinata di ieri, quando l’uomo è stato rintracciato e bloccato all’interno di una camera di un albergo di Nettuno, con tanto di valigie al seguito e da dove, molto probabilmente, era in procinto di partire per far perdere le proprie tracce.

Perquisita la stanza i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato anche un assegno, risultato di provenienza furtiva e una replica di pistola del tipo in dotazione alle forze dell’ordine.

Accompagnato in ufficio, al termine degli accertamenti l’uomo è stato deferito all’autorità Giudiziaria, di fronte alla quale dovrà rispondere di violenza sessuale e di ricettazione.

Le indagini, comunque, non sono ancora concluse.

Gli investigatori dovranno analizzare gli ulteriori elementi emersi che, in attesa di ulteriori riscontri, porterebbero ad ipotizzare che l’uomo possa essersi reso responsabile anche di alcune truffe, messe in atto sempre con il collaudato sistema di fingersi appartenente alle forze dell’ordine e millantando conoscenze altolocate.

 


Durante la notte la pacifica protesta che si svolge nelle imperiose strade di Hong Kong, è divenuta una ressa. Gli studenti-occupanti, che sono ormai al sesto giorno di sit-in, sono stati presi d'assalto da militanti filo-cinesi.

Negli scontri ci sono stati 19 feriti, tra cui sei poliziotti. Mentre 18 persone sono state arrestate, tra cui si pensa che 3 siano legate alle Triadi mafiose di Kowloon. A puntare il dito contro il Governo cinese che avrebbe mobilitato le triadi mafiose è il capo della pacifica rivolta, Benny Tai, il professore di diritto che guida Occupy Central. Molti ragazzi hanno subìto ferite, mentre una ragazza è stata molestata sessualmente da alcuni filo-cinesi, o appartenenti alle triadi. A riferirlo Liam Fitzpatrik, corrispondente del Time a Hong Kong.

 

Cosa sono le Triadi?

La pacifica protesta degli ombrelli, questa notte si è convertita in una vera e propria ressa, come già detto. Ma stavolta a spuntare non sono i tank militari che vogliono sedare il movimento liberale, ma il nome della mafia cinese: la Triade. Essa è un'organizzazione criminale cinese, che attualmente conta 57 gruppi ed ha come centro focale delle sue attività e base logistica Hong Kong. Ovviamente le sue ramificazioni si estendono anche Taiwan, Macao, Cina e nelle chinatown europee, in Nord America, Sudafrica, Australia, Nuova Zelanda. Praticamente la famosa 'Mafia Cinese' di cui sentiamo parlare fin dalla tenera età, da quando l'invasione dei ristoranti cinesi è cominciata anche in Italia.Tanto che un rapporto del 2013 di Transcrime, vede le Triadi attive anche in Italia nel campo del tessile e della ristorazione.

 

Sotto il video della ragazza molestata

 

 

 

 

 Il video degli scontri

 

La Diretta Streaming dalle telecamere di Hong Kong

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Questa mattina, accolti da grande entusiasmo dei bambini e del personale medico e paramedico, i funzionari e gli agenti dell’Ufficio Relazioni Esterne e Cerimoniale della Polizia di Stato hanno consegnato una copia de “il mio diario”a tutti i bambini degenti presso la struttura ospedaliera de “il bambino Gesù” di Roma.

All’evento ha preso parte anche il prof. Alberto Antinori, coordinatore dell’associazione “Scuole in ospedale”, il quale ha espresso parole di apprezzamento e ringraziamento a tutta la Polizia di Stato.

L’iniziativa rientra nel progetto, denominato “Un anno con Civis”, che nelle scorse settimane ha realizzato la distribuzione di 27.000 copie dell’agenda agli studenti delle classi 4^ e delle pluriclassi degli Istituti primari delle province di Alessandria, Savona, Rovigo, Prato, Isernia, Matera, Benevento, Vibo Valentia, Nuoro e Siracusa.

Come già precisato dal Capo della Polizia, Prefetto Alessandro Pansa, nella cerimonia di presentazione del progetto lo scorso 19 settembre a Matera, “questo è un piccolo contributo della Polizia di Stato alla formazione dei più piccoli”. Il diario, infatti, ha come protagonista un super eroe, chiamato “Civis” il quale accompagna gli studenti per l’intero anno scolastico, stimolandoli alla riflessione su questione fondamentali per la loro formazione. Il tema del diario è infatti l’educazione alla legalità e al senso civico. Corredato di vignette che richiamano il corretto senso del vivere in collettività, il diario, affronta tematiche quali l’educazione alla legalità, il rispetto dell’ambiente, il razzismo e la tutela del’infanzia, offrendo spiegazioni adeguate ad un pubblico di bambini, prendendo spunto anche da fonti normative come la Costituzione italiana, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo o la Convenzione sui diritti dell’infanzia.

Il progetto ha trovato la condivisione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il quale ne ha riconosciuto l’originalità e la bontà della finalità educativa, nonché del Ministero dell’Economia e delle Finanze che ne ha promosso la diffusione a livello nazionale.

 

 

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«Sappiate che è un uomo buono, che voleva solo aiutare i siriani e vi chiedo, in nome di quanto c’è di più sacro, aiutateci e permettetegli di tornare a casa sano e salvo, da coloro che ama e che lo amano», è stato l'accorato appello del padre di Henning. L'uomo di 81 anni, malato, in un letto di ospedale ha tentato di intenerire l'animo degli assassini dell'Isis. Nulla da fare. Suo figlio Alan è stato decapitato e l'orrore della sua morte è corso senza ostacoli per tutto il web, contrapponendosi al dolore di un padre alla fine della sua vita.

 

Aveva 47 anni, padre anch'egli, di due figli, era un tassista, era di Salford e si trovava in Siria perché cooperava con una ong musulmana. Queste le pochissime informazioni su Alan Henning, il quarto uomo decapitato dall'Isis.

 

L'orrore degli uomini del califfato continua in una scia di dolore. Henning è il secondo degli ostaggi inglesi decapitati dopo David Haines. Il cooperatore britannico è mostrato nel video inginocchiato accanto al boia vestito di nero, con indosso la solita tuta arancione, simbolo dei detenuti americani. Hanning nel dicembre 2013 si trovava con un gruppo che portava sussidi medici a un ospedale del nord della Siria, quando fi fermato da un uomo con una pistola che lo ha minacciato e rapito. L'autenticità del video non è stata ancora confermata, ma le autorità britanniche riferiscono, come riportato da Reuters, che non ci sono ragioni per dubitare sulla veridicità del filmato.

 

“Siccome il Parlamento ha deciso di attaccare l'Isis, io come cittadino britannico, pagherò ora il prezzo di questa decisione”, così parla Henning nel video.

 

 
 
 
 

“Fortemente vicini ai nostri amici e alleati britannici, lavoreremo per portare coloro che hanno perpetrato l'omicidio di Hanning – come di Jim Foley, Steven Sotloff and David Haines – alla giustizia”, ha dichiarato Obama. Mentre il Primo Ministro britannico David Cameron, lascia un messaggio di condoglianze alla famiglia di Henning, parlando di 'brutale omicidio" e "mostra quanto sono barbari e ributtanti questi terroristi".

 

Alla fine del video come sempre la prossima vittima mostrata dal boia: l'americano Peter Edward Kassig. Gli ostaggi nelle mani dello Stato Islamico si pensa siano ancora 10, tra cui le due italiane. Pochi giorni fa la moglie di Henning, Barbara, aveva lanciato un appello video per chiedere il rilascio del marito.

 

Minacce a Obama. Ovviamente con il mostrare Kassing come prossima vittima, i jihadisti tonano a minacciare gli Usa come obiettivo principale delle loro azioni. Ricordiamo anche che nelle mani dei terroristi c'è ancora un altro britannico, John Cantlie, che negli ultimi video Isis è apparso come conduttore di un grottesco e macabro videogiornale.

 

Intanto si registra la prima vittima tra i soldadi Usa: è il marine Jordan Spears, di 21 anni, il suo aereo ha perduto quota per un'avaria ai motori ed è precipitato in mare. Il corpo del giovane non è ancora stato ritrovato.

 

 

 

 

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