Vogliono che se ne parli, questo si è capito. Questo è l'importante. E infatti le pagine di cronaca dei quotidiani – specie gli online – sfoggiano un giorno sì e l'altro pure, titoli col nome Isis incluso. Sono riusciti nel loro intento, insomma.

 

Gli jihadisti del Nuovo Stato Islamico hanno centrato l'obiettivo. Come? Con effetti speciali di ultima generazione nerd. Dal tragico video della decapitazione di Foley, in cui le telecamere riprendevano in HD, in cui vi era una regia che le direzionava entrambe, in cui i protagonisti dell'horror reality show erano dotati di microfoni e, infine, l'editing era di fattura 2.0, ora l'Isis si butta sugli effetti speciali. Lo slow motion la fa da padrone nell'ultimo video. Non dimentichiamo anche il tg web a puntate, lanciato per raccontare quella che loro definiscono la vera storia, nascosta invece dai media internazionali. Insomma gli jihadisti dell'Isis cambiano, stupiscono, sono in parole povere dei veri e propri banali nerd. Se non fosse che sono anche assassini. Flames of War Trailer, con questo nome che lascia l'attesa di un lungometraggio – girato ovviamente live, si presume – i terroristi dichiarano di voler attaccare gli Usa. E come sappiamo tutti, mantengono sempre la parola data.

 

Questa volta nel video lanciato per creare clamore e girato apposta in modo che il messaggio si espanda a tutto il globo, i terroristi minacciano la guerra contro gli Stati Uniti. Immagini di bombe esplose in 3D, marines americani uccisi, angolature della Casa Bianca, Obama che parla in qualche conferenza e, ovviamente, ciliegina sulla torta dal sapore grottesco, loro, i jihadisti che combattono non si sa più per quale causa. Per l'amore della loro Patria, se di amore possiamo parlare: per la dignità religiosa, sempre che di dignità si può parlare; se per apparire sui webjournal dell'intero globo come fenomeno – da baraccone ormai.

 

Insomma del terrorismo islamico, quello nascosto e che terrorizza il globo, l'Isis ne ha fatto un esperto di comunicazione, di editing, di regia, oltre che un esperto di terrore. Sì, perché la minaccia rimane e i fatti anche e l'odio per gli Usa e i suoi paesi affiliati impera. Ma tutto il loro modus operandi cosa denota? In primis l'età. Essa è tipica di giovani che sanno usare le tecnologie. Altro? Che sono stati addestrati come si addestrano tutti i terroristi: fin da piccoli. È quindi la generazione di ricambio, quella che viaggia su internet, usa i social come usa le armi, sa di hack come alcune fonti hanno sospettato in precedenza, è capace di usare reflex come videocamere, o di usare programmi di editing come Adobe Premiere. Sono ipotesi, certo, ma nel quadro dei fatti verosimili. Possiamo quindi dire che sono giovani come tanti, con l'unico difetto di essere fanatici assassini senza scrupoli.

 

 

 

 

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Che l'Isis si stia divertendo a editare video, oltre che a minacciare e terrificare il mondo è chiaro. L'ultima delle pubblicazioni del Nuovo Stato Islamico è un filmato in cui appare il giornalista inglese John Cantlie nella solita camicia arancione fosforescente, quella del campo di prigionia di Guantánamo per intenderci. E con voce ferma e una nota di stizza, che quasi sembra essere accusatoria, nella voce, descrive il suo lavoro, il suo arrivo in Siria nel 2012. Perché il tono dovrebbe nascondere un'accusa e a chi? Perché nel discorso volto alla telecamera principale, Cantlie punta il dito verso la Gran Bretagna e gli altri Stati da cui provengono i prigionieri: “Vi spiegherò perché altri ostaggi europei sono stati liberati, visto che i loro governi hanno deciso di trattare, mentre Usa e Gb li lasciano a loro stessi".

 

Le telecamere che riprendono sono, come già si era visto nel primo video che l'Isis pubblicò, quello di James Foley, più di una e riprendono da diverse angolazioni. Il conduttore del surreale, grottesco e terrifico programma, Jhon Cantlie, annuncia che ci saranno altre edizioni di questo tipo di informazione da parte del Califfato. “Lend me your ears” - Prestatemi attenzione -, così si chiama il video, avrà quindi un seguito affinché non venga più manipolata la verità da parte dei media internazionali, altra accusa lanciata dal reporter a nome del Nuovo Stato Islamico: “Vi dirò cosa muove l'Isis veramente. Possiamo cambiare le cose ma solo se voi, il popolo, deciderete di agire ora. Seguitemi nei prossimi programmi".

 

Anche questa volta l'Isis, senza decapitazioni e senza spargimenti di sangue, ha saputo stupire. Ma soprattutto stupisce la presa di posizione dell'ostaggio, che afferma: “Penserete che vi parlo perché sono prigioniero: è vero, il mio destino è nelle mani dello Stato islamico, non ho nulla da perdere. Forse vivrò, forse morirò". Le ipotesi della sua fermezza possono essere tante, tra cui il fatto che la prigionia l'abbia fatto ebbro di terrore e che quindi l'indifferenza alla vita abbia preso il sopravvento, oppure che veramente la sfiducia e la delusione verso la sua Patria, che sente averlo abbandonato, lo hanno portato a 'schierarsi' dalla parte dei suoi carnefici.

 

Ma altra verità che potrebbe celarsi, è quella che veramente ci sia una verità che viene celata al mondo e di cui egli è consapevole. Quale che sia non è dato saperlo, certo non potrà mai giustificare lo spargimento di sangue, i delitti atroci verso vittime innocenti.

 

Isis Site

Ultima delle trovate del Nuovo Stato Islamico sembrerebbe quella di voler attaccare gli Usa con il virus ebola e tutti gli Stati che sono contro l'Isis. L'idea è stata discussa online da alcuni miliziani Isis e a riferirlo è stato il sito Site, fonte di notizie del mondo jihadista.

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Ha 24 anni ed è l'uomo più ricercato al mondo. Abdel-Majed Abdel Bary, meglio conosciuto come L Jinny o Lyricist Jinn, sarebbe, secondo l'Intelligence britannica il boia di James Foley, il giornalista americano decapitato qualche giorno fa e la cui esecuzione filmata continua a inorridire e sbigottire nonostante siano passati giorni.

 

Jinn è un rapper di Londra e la sua carriera stava crescendo tanto da avere anche i suoi singoli passati su BBC Radio nel 2012. Ma la fama e la notorietà nel suo paese sono cresciute maggiormente quando ha postato su Twitter una sua foto in cui teneva in mano la testa decapitata di un uomo.

 

La vita di Bary è già segnata in qualche modo dal terrorismo islamico, perché suo padre Adel Abdul Bary, un rifugiato egiziano, come scrive l'Indipendent, fu sospettato di essere vicino ai luogotenenti delle fila di Bin Laden, tanto da essere estradato dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti con l'accusa di terrorismo e con le accuse di aver fatto esplodere due bombe in altrettante ambasciate americane in Africa orientale nel 1998.

 

Nelle sue canzoni menziona molte volte la sua famiglia. Nelle prime pubblicate nel 2012, Bary fa evidente riferimento al consumo di droga, alla violenza e alla vita in un quartiere popolare e parla della minaccia di essere deportato in Egitto. In canzoni successive, i riferimenti apparenti alla cannabis e accuse a chi usa il proprio denaro per andare in discoteca, bere, ubriacarsi anziché sfamare la propria famiglia.

 

"E 'difficile progredire in un futuro con un passato intaccato, ma ancora cerco di contare le mie benedizioni e ringrazio Allah", cantava nel 2012.

 

Ma la sua musica (e non solo) sembra avere avuto stretti contatti  anche l'hacktivismo di Anonymous, tanto che nel 2011 il rapper con la sua crew TeaMp0isoN detta anche PoisonAnon aveva scritto OpCensorThis come pezzo di 'accompagno' alla azione di Anonymous che portava lo stesso nome e che voleva mettere l'attenzione su OccupyWallStreet

 

 

Per un esperto del settore sentita dall'Indipendence, la somiglianza tra la voce del rapper e quella del boia udibile nel filmato è alta. Ma Scotland Yard non ha ancora confermato l'identità del killer, né i sospetti che si aggirano intorno al rapper. Ma come riferisce l'Ansa "Il cerchio si sta chiudendo", spiega uno 007 dell'MI5 al Times e il raggio delle indagini si e' "significativamente ristretto".

 

Intanto il Regno Unito in 48 ore ha inviato Sas (Special Air Service) e Srr (Special Reconnaissance Regiment) in Siria.

 

 

Bary

 

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“Non siamo mai stati più fieri di nostro figlio Jim. Ha dato la sua vita, cercando di esporre al mondo le sofferenze del popolo siriano. Imploriamo i rapitori di risparmiare la vita degli ostaggi rimanenti. Come Jim, anche loro sono innocenti. Essi non hanno alcun controllo sulla politica del governo americano in Iraq, in Siria o in qualsiasi parte del mondo. Ringraziamo Jim per tutta la gioia che ci ha dato. Era un figlio straordinario, un fratello, un giornalista e una persona umana. Vi preghiamo di rispettare la nostra privacy nei giorni a venire, nel piangere amare Jim”.

 

È il commento di Diane Foley, madre di James Foley, il reporter ucciso brutalmente dai Jihdaisti dell'Isis e la cui morte ha shockato il mondo. Foley era un uomo di 40 anni, il più grande di 5 fratelli, che raccontava la guerra e voleva mostrare al mondo le sofferenze dei paesi del Medio Oriente. Al 15 luglio, come scrivono sulla sua pagina Facebook “Free James Foley”, erano 600 giorni dal suo rapimento, avvenuto il 22 novembre 2012 in Siria.

 

Gli interrogativi sul video. Per molti che hanno visionato il filmato, questo potrebbe essere falso. Addirittura un articolo su LiveLeak.com, il sito che ha in sé il video integrale dell'uccisione, fa un'accurata analisi del clip: “Un uomo senza emozioni, che non sembra avere paura del fatto che sta per essere sgozzato”, scrivono in soldoni. E ancora: “Un editing del suono che non ha nulla a che vedere con i precedenti video della Siria”. Inoltre sottolineano la poca presenza di sangue che, invece con un taglio alla gola, dovrebbe scorrere copioso, ma soprattutto: “hanno tagliato la scena più terribile? (La decapitazione, ndr)Ricordiamo la parola TERRORISMO! Tagliata forse perché è la parte più ardua da falsificare”. Insomma un inganno voluto dalla stessa CIA, concludono. Al conttrario di ciò che dicono altre fonti che hanno analizzato il video.

 

L'autenticità. Secondo l'Intelligence USA il video è autentico, lo ha dichiarato la portavoce del Consiglio nazionale per la Sicurezza della Casa Bianca, Caitlin Hayden.

 

Mail ISISI giornalisti statunitensi ad essere ancora nelle mani dell'ISIS sono due: Austin Tice, anche lui scomparso in Siria due anni fa, e l'altro reporter rapito, Steven Joel Sotloff, comparso anch'egli nel video insieme a Foley e usato come ricatto al Governo americano: “La vita di questo cittadino americano, Obama, dipende dalle tue prossime decisioni”, ha affermato il boia nel filmato. Le persone occidentali, nelle mani dei jihdaisti sono attualmente 20, come riferisce il The Guardian, tra cui le 2 italiane rapite recentemente, Vanessa Marzullo e Greta Ramelli.Intanto è di questa mattina la notizia che Papa Francesco ha personalmente telefonato alla famiglia Foley per fare loro le condoglianze. come riferisce su Twitter il gesuita James Martin. A commentare l'agghiacciante video anche Napolitano. Mentre il GlobalPost pubblica una mail inviata dall'ISIS ai familiari di James Foley: " Non ci fermeremo fino a quando la nostra sete del vostro sangue non sarà soddisfatta, voi non risparmiate i nostri deboli, anziani, donne e bambini e noi faremo lo stesso. Voi e i vostri cittadini pagherete il prezzo dei raid. Sarà giustiziato come risultato diretto delle vostre colpe verso di noi. Lui sarà il primo a pagare".

 

 

Ma la storia continua a non convincere molti: “Guarda – mi sottolinea un esperto di questo tipo di visioni e che chiede di rimanere anonimo – io di video di questo stampo, in cui avvengono decapitazioni, ne vedo parecchi. Specialmente dalle parti in cui spesso vado per lavoro, in Africa, ne circolano molti, perché ne fanno assai così. Ma questo è diverso. Anche in molti di essi le persone che stanno per subire una decapitazione non reagiscono (come facevano notare anche sull'articolo di LiveLeaks), né si muovono, né dicono 'ah', quindi questa è la parte che meno mi colpisce. Quello che invece fa pensare è la qualità del video: dal sonoro, alla pulizia dell'immagine, al contesto. E ovviamente non aver mostrato la fase della decapitazione, che è invece la parte più importante e TERROR ORIENTED. Inoltre non ci sono state preghiere durante la decapitazione e anche questo è un MUST”. Motivo? “Dare all'occidente una ragione per bombardare la Siria, usando come scusa l'ISIS e i suoi crimini”. Per le nostre fonti che hanno visionato il filmato, comunque esso è autentico, nel senso che Foley è stato ucciso veramente, ma rimane, per essi, l'interrogativo sull'autenticità dell'origine.

 

Obama. Il Presidente americano, a commento delle atroci immagini che sono pervenute dai jihdaisti : “"Le loro vittime sono in massima parte musulmani e nessuna fede insegna alla gente a massacrare gli innocenti, faremo giustizia”. La stessa Casa Bianca ha confermato che il video è vero.

 

L'accento anglosassone. Come riporta l'Ansa, ex prigionieri di Guantanamo e altri britannici si sarebbero uniti all'Isis, quindi i servizi segreti europei stanno studiando gli accenti di questi uomini per paragonarli a quelli del boia. Inoltre molti britannici avrebbero aderito all'Islam, sposandosi in Siria e combattendo la guerra civile. Come avevamo già detto anche noi, l'accento dell'uomo fa pensare che sia londinese.

 

I russi. A quanto riportato da Russia Today, invece, il Cremlino ha bollato con certezza il video come fake (falso). Il network russo spiega che in una conferenza stampa, il Generale di Stato maggiore Nikolay Makarof, ha elencato una serie di motivazioni: prima fra tutte, notata quindi dalla maggior parte dei 'veterani' sull'argomento, è la censura della decapitazione; in secondo luogo l'eccezionale qualità del video, anch'essa notata dai più; terza motivazione l'editing: il video è montato, diversamente dai soliti video che sono 'tutta una tirata'; ultime due motivazioni, che fino ad ora, tra le fonti da noi sentite, nessuno aveva dato: l'accento secondo il Generale Makarof è del New Jersey e le scarpe indossate dal boia sono in dotazione all'esercito americano. E su queste ultime due ipotesi troviamo una chiara e netta accusa agli USA.

 

Censura. Nel mentre Twitter sceglie di sospendere tutti gli account che riporano il video e le immagini dell'uccisione di Foley, a renderlo noto proprio Dick Costolo, amministratore delegato del social tramite un tweet: "Stiamo sospendendo gli account di chiunque scopriamo condivida quelle immagini". La cosa è già accaduta qualche giorno fa con uno degli account degli hacktivisti di Anonymous.

 

Tirando le somme il video è vero. Dopo aver ascoltato numerose opinioni tra coloro che hanno avuto il coraggio di guardare il doloroso e brutale filmato, siamo arrivati alla definitiva conclusione che esso è veritiero. Sulla integrità delle fonti e sui supposti complotti di Cia e compagnia bella, non è dato indagare oltre, perché anche questi ultimi sembrano essere allusioni senza basi di alcun tipo. Le cose certe, in questo senso sono che chi ha girato questo video ha esperienza in editing e in composizione scenografica. Quasi a voler significare che 'nuove leve' si sono addentrate nelle fila dei jihadisti. Altra cosa certa è che è stato voluto appositamente un boia dal marcato accento londinese, posto come guanto di sfida, cosa questo vuol dire? Una domanda fondamentale dato che in questo filmato nulla sembra essere lasciato al caso. Neanche la scelta dell'esecutore. Che 'secondo fonti investigative si chiamerebbe John, sarebbe originario di Londra e a capo di un trio di sequestratori inglesi soprannominati in Siria «i Beatles», con base a Raqqa', come riporta il Corriere della Sera.

 

Inoltre, dopo giorni arriva un'altra analisi che conferma la veridicità del video "effettuata da vari esperti criminologi forensi ed esperti di grafica video professionaledella questione", come ci sottolinea U.T. che ce l'ha segnalata, la riportiamo direttamente come ci è stata scritta:

"L'esecuzione era reale. Mentre la vittima è "tirata indietro", il killer ha cominciato a segare il collo, ma la sua lama è piccola ... lunga circa 7 centimetri. Sembra essere un coltello SOG sem-seghettata con un manico nero. L'assassino è un inesperto ex DJ britannico. Il coltello usato era troppo piccolo per una rapida decapitazione.

L'unica ragione per cui non si vedono spruzzi arteriosi è perché il killer ha tirato la vittima all'indietro piegandolo a U, quando ha cominciato a tagliare e (questo ha "strozzato" vene e arterie tra collo e petto), motivo del perchè non sono state immediatamente recise, e l'emorragia ritardata.
(Normalmente occorrono 5 secondi, dai 7 agli 8 in quelle condizioni di strozzatura, la dissolvenza in nero comincia a 2sec).

Quando si vede la foto del corpo a terra, (alcuni sostengono questo è un fermo immagine), ma non lo è perché c'è uno spostamento di parallasse tra il corpo in primo piano e le pietre in background.

L'uccisione è certamente avvenuta. Le ragioni del taglio sul video possono essere numerose ... ma si può notare che c'è un coltello diverso a terra proprio vicino alla regione del collo decapitato. Questo coltello si intravede lato-sù. Ha un manico in legno in due parti (come un coltello 'locale' di macelleria dal Medio Oriente - perché il legno è poroso e non è consentito in molte macelleria occidentali per motivi di igiene.). Questo nuovo coltello ha una lama più lunga ed è quasi certamente quello utilizzato per l'esecuzione. Segni sulle caviglie mostrano che il prigioniero era incatenato prima dell'esecuzione. Questo video non è un falso. L'esecuzione è reale. Il coltello utilizzato è stato cambiato. La riprese prima e dopo morte sono state <<montate>> e questo ha creato i falsi miti del fake. Foley è stato ucciso da almeno due jihadisti con due coltelli diversi"

 

Il testo del video

James Foley si rivolge al fratello:
"Mi rivolgo a mio fratello John, che è un membro della United States Air Force: pensare a ciò che si fa, pensare alla vita che si distrugge, compresi quelli della propria famiglia! Ti chiedo, Jhon: pensa a chi ha deciso di bombardare l'Iraq di recente e uccidere queste persone, chiunque essi siano! John pensò che uccidoevano davvero? Hanno pensato a me, a voi o alla nostra famiglia quando hanno deciso questo? Sono morto, John, il giorno in cui i tuoi colleghi hanno deciso di far cadere le loro bombe su queste persone, hanno firmato il certificato di morte. "
 
Poi l'uomo in nero parla inglese rivolgendosi al popolo americano e a Barack Obama, puntando la sua sciabola o verso la telecamera e a volte verso James Foley
"Oggi l'aviazione militare ha attaccato le nostre posizioni in Iraq. Le vostre azioni hanno causato perdite tra i musulmani. Non combattiamo una rivolta: siamo un esercito islamico di uno Stato che è stato accettato da molti musulmani in tutto il mondo. (...) Così Obama, ogni tentativo di negare, il diritto dei musulmani di vivere in sicurezza nel loro Califfato, causerà un bagno di sangue del tuo popolo. " (Si ringrazia V.V. per la traduzione)

Sotto il filmato integrale. La visione è consigliata a persone non sensibili ai contenuti

 

 

 

 
 

 
 

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Un video che sarebbe andato in onda sulla Tv tedesca nel 2004, in prima serata, ma che in Italia non sarebbe mai stato trasmesso.

Segnalatoci da un nostro lettore, il clip in lingua tedesca e con sottotitoli italiani, mostra l'attuale Presidente della Republica Italiana, Giorgio Napolitano, che, secondo la denuncia dell'emittente tedesca, si farebbe rimborsare 800 euro di volo, a confronto dei 90 spesi.Il video girava a gennaio sui social network, destando lo scandalo degli utenti.

La denuncia che accompagna il video post è  che le televisioni italiane non hanno mai mandato in onda l'inchiesta. Nelle immagini, alle domande del giornalista, Napolitano risponde di non aver percepito alcuna somma di rimborso, mentre il cronista sottolinea che il rimborso del volo è chiamata indennità di viaggio e che quindi non ci sarebbe nulla da nascondere..

L'allora Deputato dei Socialisti e Presidente della Commissione Costituzionale al Parlamento Europeo, nel video atterra all'aeroporto di Bruxelles, dopo aver volato su una nota compagnia aerea.

 

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foto The SunIn rete spunta il video in cui i terroristi confessano di aver abbattuto l'aereo della Malaysia Airlines.

GazaCominciano a girare su Youtube i video dei post bombardamenti.

this land is mineFinché avrò vita combatterò perché questa Terra sia mia. Generazioni e generazioni, popoli e popoli che lottano, muoiono, si uccidono per una striscia di terra. Milioni di vite perdute. Centinaia di costumi cambiati nel corso dei secoli, ma la storia non cambia: il conflitto è lì, fermo e immobile nel tempo. I sentimenti sempre gli stessi: dolore e orrore nel vedere morire innocenti e per una terra che tutti pensano sia la promessa. E pur lo fosse, un Dio mai vorrebbe la guerra. Essa è morte ed è l'unica a trionfare nel nome dell'odio degli uomini.

Tsunami"Qualcuno ha mai assistito a qualcosa del genere prima d'ora". Recita così il post della pagina che ha pubblicato il video.

Social Media GenerationSi chiama 'overdose da social' e viene descritta con un cartone animato.

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