"Mi è piaciuta la sfida dell'Ice Bucket Challenge, così ho cercato un secchio, ma l'acqua è troppo importante per buttarsela sulla testa. Anche se è reperibile è comunque difficile ghiacciarla.E quando abbiamo cercato di fare la versione palestinese abbiamo trovato questo posto nelle macerie.Abbiamo quindi deciso di usare le macerie. La sfida è per tutti -  dice l'uomo che parla nel video -, per tutti quelli che simpatizzano per il popolo palestinese. Non chiediamo aiuto materiale da nessuno, ma chiediamo solo una posizione di solidarietà specie da chi ha molto seguito".

 

 

 

 

 

 


 

Si chiamava Simone Camilli il reporter morto a Gaza. Il giovane è rimasto vittima dello scoppio di una bomba a Beit Lahya, a nord di Gaza. Simone Camilli lavorava presso varie agenzie di stampa internazionali, tra cui l'Associated Press. A rendere nota la sua morte il Ministero della Sanità di Gaza.

Il ragazzo romano è rimasto ucciso insieme ad altre 6 persone. La notizia è stata letta sulla pagina la pagina Facebook di Ahraf al-Qedra (o al-Qidra), portavoce del ministero della sanità palestinese a Gaza, intorno alle 12 ora italiana. “Un giornalista italiano è morto a Beit Lahiya, nel nord della striscia di Gaza”: riferisce al-Qedra.

La tragedia - come riporta Blitz Quotidiano - è avvenuta mentre esperti palestinesi stavano cercando di smantellare un missile israeliano inesploso. Il tentativo non è andato a buon fine e il missile è esploso. Simone Camilli stava riprendendo il disinnesco del missile.

Il ragazzo aveva 35 anni ed era nato a Pitigliano. Era appassionato della cultura araba, tanto che si era laureato a La Sapienza in Storia e Religione Islamica.  Questa sua passione lo aveva spinto a viagg8iare come fotoreporter a Gaza, in cui già era stato nel 2006, 2007 e nel 2008 e nel 2011, quando, col collega Pietro Bellorini aveva realizzato un documentario "About Gaza", che racconta la vita quotidiana del posto.

 

 

(ANSA)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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