Magro, con un aspetto simile a un liceale, così appare Edward Snowden, l'uomo più ricercato al mondo e intervistato da James Bamfordper Wired USA.

 

Nella sua stanza d'albergo, in una Mosca moderna e altolocata, il wistelblower vive modestamente, ha imparato qualcosa di russo, fa spese nei market locali dove nessuno lo riconosce e potrà rimanere in Russia per altri 3 mesi, come annunciato il 7 agosto. Si apre, parla della sua vita, di se stesso. Nella sua visita, il giornalista che ha 30 anni di esperienza nel giornalismo investigativo e che ancor prima del grande scandalo aveva scritto 3 libri sulla NSA per la quale ha anche lavorato, non porta il suo cellulare. L'apparecchio, infatti è lasciato in albergo, come han detto lui di fare i collaboratori di Snowden. Perché esso sarebbe facilmente rintracciabile dalla NSA.

 

Durante la conversazione con Bamford Snowden rivela che il blocco internet della Siria, nel novembre 2012, potrebbe essere stato causato dall'intervento di hackers della NSA, il blocco Tao, i quali, dopo essersi infiltrati nella rete internet sisriana, avrebbero impedito le connessioni. A rivelarlo al wistelblower, allora, fu proprio un interno della NSA. E nel penetrare nella rete internet siriana, la NSA avrebbe avuto accesso a mail private e a molto del traffico internet del Paese. Qualcosa poi andò storto e i router di accesso smisero di funzionare, dando vita al blocco internet siriano. Ma i problemi di questo tipo, ammette l'informatore, vengono risolti dalla NSA “puntando il dito verso Israele”, deviando quindi l'attenzione.

 

Inoltre il wistelblower svela MonsterMind, il progetto segreto che riconoscerebbe l'avvio di un attacco informatico da parte di un Paese straniero e riuscirebbe a bloccarlo, “kill”, come si dice in gergo.. Questo tipo di software agirebbe autonomamente e monitorerebbe costantemente il traffico in entrata. Ma secondo Snowden il grave problema di un software di questo tipo sarebbe che esso si configurerebbe come un robot in grado di scatenare la guerra, perché, essendo autonomo, gli attacchi potebbero essere “contraffatti – sottolinea Snowden -. Si potrebbe avere qualcuno che agisce dalla Cina, ad esempio, e far credere che l'attacco proviene dalla Russia. Tutto questo porterebbe alla fine a sparare nuovamente in un ospedale russo. Cosa succederebbe dopo?”. Si scatenerebbe una guerra, questo il senso.

 

Inoltre incalza ancora contri i programmi di sorveglianza di massa: “Dire che l’unico modo per identificare e rispondere ai flussi di traffico pericolosi è analizzare tutte le comunicazioni significa violare il quarto emendamento, raccogliendo comunicazioni private senza un mandato, senza che ci sia la prova e nemmeno il sospetto di un’irregolarità. Per tutti, per sempre”.

 

I documenti non sono in suo possesso, non li ha portati con sé in Russia. Ma le copie sono nelle mani di tre diversi gruppi: First Look Media, fondata da Glenn Greenwald e da Laura Poitras; il The Guardian , che ebbe le copie prima che il governo britannico facesse pressione affinché i documenti fossero trasferiti altrove, tanto che il The Guardian scelse di farli custodire al New York Times; e Barton Gellman, giornalista del Washington Post.

 

The Most Wanted Man in the World: Edward Snowden in his own words from WIRED on Vimeo.

 

Snowden rivela di aver lasciato tracce affinché il Governo potesse capire quali documenti si era preso; questo perché fosse chiaro che stava agendo come un whistelblower e non come una spia. Il numero dei documenti visionati da Snowden è di 1.7 milioni, di quelli presi non si sa esattamente la quantità, al contrario di quanto avevano dichiarato dalla NSA. Ma qualcosa in quei documenti, ha sottolineato il whistelblower, terrorizza il Governo, come se ci fosse “una pistola pronta a sparare che potrebbe essere la morte della loro politica”.

 

Nella lunga intervista Snowden ammette anche di avere una grande nostalgia della sua Patria, tanto da essere disposto anche ad andare in galera, ma “non possiamo permettere che la legge diventi un'arma politica e di lasciar che spaventino la gente che fa un'azione per il bene comune”.

 

 

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Nuovi documenti della NSA rilasciati da Snowden fannno luce sul ruolo degli Stati Uniti nella guerra a Gaza. Grazie alla fornitura di armi, di denaro e di tecnologia, essi hanno fornito allo Stato ebraico notevoli aiuti per le ultime guerre.

BoireChe la NSA ha sconvolto il mondo è un dato di fatto. E che essa tenga d'occhio anche i giornalisti è un concetto che deve essere chiaro. Ma c'è quanlcuno che questi scribacchini, mediatori tra fonti e lettori, ha scelto di proteggerli: Morgan Marquis-Boire, meglio conosciuto come Mayhem. È protagonista della nuova era del giornalismo e dell'attivismo, quella in cui documenti segreti, che diverranno poi informazione per il mondo, sono oro per i governi mondiali, i quali mettono in campo qualsiasi schieramento 'cybermercenario' pur di individuare le soffiate. Qui entrano in campo i 'protettori' di quelle fonti e dei giornalisti stessi. Mahyem è uno dei primi a voler combattere sul fronte opposto della sorveglianza di massa.

spyInternational Journalism Festival - Siamo tutti profilati. Dallo scandalo NSA, in cui si scoprì che per mezzo dell'applicazione Hangry Birds, la National Security Agency prendeva dati degli utenti grazie al fatto che il gioco accedeva a molte funzioni del cellulare, ai media che sembrano essere l'ultima frontiera dello 'spionaggio' dei dati. Da questi dati raccolti, come ha spiegato Claudio Agosti, founding member e presidente di Hermes, centro di trasparenza e diritti umani digitali, viene tracciato il profilo completo del navigante. E come denota una ricerca attuata dallo stesso Agosti i dati convogliano tutti verso gli USA.