La crisi, il male secolo. Ebbene sì, possiamo quasi affermare che la crisi che stiamo vivendo è diventata il male del secolo. Aumentano gli importi delle bollette, aumentano i costi dei cibi, aumenta tutto tranne che gli stipendi. Stipendi? Una parola che per molti non compare più nel loro vocabolario. La crisi ha cancellato posti di lavoro e quindi gli stipendi sono diventati per molti, anzi per troppi, una vera utopia.

 

Ad essere colpiti, purtroppo è una grossa fetta della popolazione e, triste a dirsi, è proprio quella che ha difficoltà a reinserirsi nel mondo del lavoro. Il motivo? Semplice, è fuori limiti di età ossia, ha superato i 35 anni. Eppure la prospettiva di vita si è allungata ma, i datori di lavoro, preferiscono di gran lunga i giovani grazie anche a vantaggiose tipologie di contratto che possono applicare.

 

Il quadro dell’Italia, in questo momento, è drammatico. Per quanto ci si sforzi di essere ottimisti e di limitare al massimo i consumi, continuando così a tenere in “bilico” l’economia familiare, per molti è difficile se non impossibile arrivare alla fine del mese, se non addirittura alla terza settimana.

 

La disperazione ha spinto molti italiani a svuotare letteralmente le proprie case dai ricordi portando oggetti, quadri e suppellettili varie nei mercatini dell’usato che prendono la merce in conto vendita dando una percentuale al proprietario; a rivolgersi a “Compro oro” che acquistano oro e argento a peso; e poi c’è il Monti di Pietà, la casa dei pegni. Dalla punta al tacco dello Stivale il numero di chi decide di impegnare quanto ha di valore per avere una liquidità immediata è in continua crescita.

 

La crisi dunque si sente, eccome, se si sente. Al Monte ogni giorno centinaia di persone vanno con i loro ricordi, i loro beni più preziosi sperando di ricevere in cambio quel tanto che basta per andare avanti ancora qualche mese. Basti pensare che, in molti casi, le polizze stipulate al Monte o nelle Banche autorizzate, vengono rinnovate anche 7-8 volte con cadenza semestrale e che si è dovuto abbassare il tetto minimo della polizza per permettere anche a chi ha meno di ottenere un prestito. Ma la cosa più triste è che circa il 9 per cento delle polizze stipulate non viene riscattato e quindi, i gioielli impegnati, finiscono all’asta pubblica.

 

In un periodo burrascoso per a nostra economia anche il Monte dei Pegni ha cambiato il volto. Un tempo era considerato come l’“ultima spiaggia” mentre ad oggi è l’unica fonte di salvezza per molti, almeno sino a quando hanno qualche gioiello da impegnare.

 

Sperando in un cambiamento, o addirittura in un miracolo. gli italiani continuano a sperare, continuando ad reinventarsi e a tentare di costruire un futuro in questo Paese. In molti sono già fuggiti alla ricerca di una serenità ormai dimenticata e in tanti hanno le valigie pronte ma altrettanti continuano a stringere i denti e la cinghia perché non vogliono allontanarsi dalla loro Patria almeno ancora per qualche tempo.

 

 

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