Articoli filtrati per data: Febbraio 2015 - Cronaca Libera

Una lista nera contenente più di 6000 account jihadisti, tra cui alcuni che evidentemente minacciano l'Italia. E' il lungo e costante lavoro degli Anons di #OpIceIsis. 

Tra gli account riportati e segnalati, si possono trovare molti che inneggiano alla presa di Roma. Uno di essi in particolare - che a prima vista sembra essere un account che condivide informazioni sulla Jihad - contiene il link ad un sito sul quale è possibile trovare l'intero piano su come arrivare in Italia. Insomma la propaganda del terrore dello Stato Islamico, si fa sempre più intensa e mirata, stringendo il cerchio sulla Citta Eterna, puntando alla scenograficità per generare stupore e arrivare ad una vasta audience. "Ecco lo stato dell'Islam illuminare la Libia e la sua luce è impaziente per la terre della Tunisia, Algeria, Egitto, Sudan, Ciad, Mauritania, Marocco e tutte le terre dell'Islam usurpato", si legge nel documento, che dà l'idea di essere un'esortazione rimata, quasi una filastrocca. A scoprire la cosa, proprio un degli hacktivisti Anonymous.

 

Il sito in questione, è un generatore di 'pad', ovver documenti scritti, una sorta di foglio di testo mediatico. Dalla mappa contenuta nel documento generato su JustPast, le cui scritte sono tutte in arabo, sembra che per effettuare l'accesso nello stato italiano, gli uomini dell'Isis vorrebbero passare per la Sicilia. "Dalla Libia a Roma", si intitola l'articolo. Dalle prime traduzioni delle scritte, si evince che l'obiettivo è quasi raggiunto: "Stiamo bussando alle porte di Roma", scrivono. "Ecco lo Stato Islamico ridisegnare le glorie e rispristinare nuovamente la mappa del mondo", si legge ancora. Le minacce sono giustificate dal fatto che tutto ciò è, per loro, la promessa del 'Profeta'. In tutto ciò i membri della Jihad sembrano voler avvalersi dell'aiuto di infiltrati negli immigrati che arrivano sulle nostre coste. L'articolo, inoltre è riportato anche su un Blog, dal quale è possibile capire che la Jihad di cui parlano, questa volta ha radici in Libia. Ed è proprio dalla Libia che si appresterebbero a partire per entrare in Italia. Quindi dopo i Lupi Solitari, che parlavano di 'infiltrati' Isis già presenti nella Capitale, altri estremisti minacciano l'invasione.

Il tweet con la foto di Roma avente sul Colosseo la bandiera Isis

Account jihadista

 

 

Molte delle informazioni dei jihadisti, ormai, sembrano passare grazie all'interminabile lavoro degli hacktivisti dell'operazione Ice Isis (di cui abbiamo fatto un reportage qui e qui). Non sono mancati, infatti, gli attacchi alle loro stesse reti: proprio ieri ad interferire con l'organizzazione del lavoro, alcuni bot (robot programmati) sconosciuti sono entrati nella stanza della chat Irc, scrivendo frasi senza senso e senza sosta. 

 

Sotto lo spam del bot nelle reti IRC

Attacco agli Anonymous

 

 

 

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Pubblicato in Internet

Le Northern Lights fanno pensare ai cori angelici tanto le immagini viste dallo spazio nono mozzafiato. Infatti gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale scrivono “L’alba tocca l’aurora. Quello che ci serve ora sono gli angeli in coro” in un tweet, per descrivere quello che ai loro occhi si mostra come uno spettacolo trascendentale.

 

Le immagini mostrano l’alba che incontra l’Aurora Boreale in una rarissima collisione spaziale, in cui le verdi luci del Nord vengono progressivamente fatte scomparie dalle bianche luci dell’alba. Uno spettacolo raro, ripreso tra  la Virginia, del New Jersey e del Massachusetts dal pilota  Barry Wilmore detto ‘Butch’.

 

 

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Pubblicato in Scienza

Il San Valentino, quest’anno, è stato social. Il paese più innamorato, secondo le statistiche Twitter, è la Svezia. L’ondata di tweet il giorno degli innamorati, è stata di 100 lingue diverse.

 

A svelare le statistiche direttamente il social dei cinguettii. Foto di innamorati e frasi poetiche hanno invaso le timelines, tuttavia in tutto non poteva mancare l’ironia, mescolata forse a una speranza di pace: il foto montaggio di Angela Merkel e Alexis Tsipras che, abbracciati su un muretto, si scattano un selfie nella città degli innamorati: Parigi. Riconoscibile grazie alla Tour Eiffel alle loro spalle.

 

Insomma l’amore è corso su tutto Twitter, i cui statisti hanno stilato una classifica di tutti i paesi nel mondo e l’Italia è risultata al 36° posto tra le nazioni innamorate

 

"Anche se le persone esprimono continuamente il loro amore su Twitter - dicono da Twitter -, esistono dei traguardi della vita di coppia che portano a twittare di più. Abbiamo realizzato il “Calendario dell’amore” su Twitter, che mostra i momenti in cui le persone vivono con più intensità alcune esperienze, come il matrimonio o il divorzio, a seconda dei Tweet inviati".

 

 

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Pubblicato in Internet

L’operazione Ice Isis, che vuol dire congelare lo Stato Islamico, con l’instancabile lavoro di più di 140 Anonymous, è riuscita a far sospendere più di 9000 account in poche settimane. E soprattutto è riuscita a portare alla luce alcuni dei nomi di hacker jihadisti. Nessun italiano, però.

 

A smentire la notizia che ci sia un italiano tra le prime file della propaganda terroristica dell’Is, sono proprio fonti interne ad Anonymous, le stesse che avevano parlato con chi ha scritto la notizia. Sul  grande server Anonops, in cui l’operazione di ghiacciare perennemente l’Isis va avanti, una fonte, che dice di aver parlato col giornalista, del quale omettiamo l’identità, smentisce di aver mai affermato che dietro il profilo Twitter @IsisTechnical ci sia il capo della propaganda Isis, ma un semplice attivista, un simpatizzante proveniente da altri stati dell'Africa, neanche dall'Italia.

 

“Mi dispiace – si scusa l’Anonymous in un’intervista privata e spiega cosa è successo -, mi dispiace veramente, so che le parole hanno un peso e io non  ho mai detto che l’uomo che si trova dietro quel profilo Twitter sia il capo della propaganda jihadista.  Nella conversazione ha provato a farmi dire che era un hacker importante, ma io non ho mai confermato una cosa simile”, così l’hacktivista smentisce la notizia e “noi stiamo lavorando su quel profilo, in cui sembrava esserci veramente un italiano, stiamo facendo ricerche approfondite, ma quando mi è stato chiesto se fosse una persona importante per l’Isis, ho chiaramente risposto di no!”. E ancora un altro hacktivista: “Sappiamo che le notizie possono far male alle persone, siamo quindi molto cauti ad esporre i nomi delle persone e dare informazioni”. Sono infatti noti, a blogger e giornalisti e scrittori che bazzicano nei canali IRC per le interviste, gli scrupoli che usano farsi gli Anonymous prima di pubblicare un nome, accusare un’innocente.

 

Che intervistare gli Anonymous e trarre conclusioni dalla grande confusione che si crea in un’operazione del genere, sia una cosa difficile, è nota ai pochi giornalisti, blogger, scrittori, che si azzardano ad avere con essi contatti più duraturi nel tempo perché amanti di quella informazione. D’altra parte, appurare le fonti in un mondo di fantasmi è dieci volte più difficile. “Addirittura un altro grande quotidiano internazionale (di cui omettiamo il nome) – incalza l’hacktivista – ha detto che abbiamo attaccato e hackerato 1000 siti, ma anche questo è falso”. Infatti i siti ‘bucati’, (come ci hanno riferito ieri), sono pochi, data l’alta preparazione dei web master dell’Isis e il quindi il duro lavoro che c’è da fare sopra.  La fonte sentita da noi di Cronaca Libera è comunque attendibile per verifiche fatte nel corso dei precedenti scritti. 

 

Sotto i Tweet del primo hacktivista che ha segnalato agli altri il profilo poi messo sotto 'sorveglianza speciale' dal resto degli Anon

 

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Pubblicato in Hacktivismo

Nata lo stesso giorno di OpCharlieHebdo, OpIceIsis è la seconda parte dell’operazione di Anonymous contro lo Stato Islamico; nata come OpIsis qualche mese fa, non aveva riscontrato grande successo. Ma dopo Charlie Hebdo, la scena cambia e il modus operandi della Legione, contro lo schieramento cibernetico dell'Isis, comincia a prendere piede e a catalizzare l'attenzione di media e di nuovi adepti.

Il canale di AnonOps, quieto durante l’operazione Charlie, ha ripreso la sua instancabile attività contro i siti jhiadisti dopo la notizia del pilota giordano arso vivo. I nemici giurati di Anonymous sono le crew di hacker della FallagaTeam e del Cyber Califfato, che anche questa volta, infiltrati all’interno dei canali in cui vengono organizzate le azionii, hanno dato problemi agli hacktivisti. Ed è proprio con queste grandi operazioni che l’hacktivismo si caratterizza come fondamentale nell’era della rivoluzione informatica, costituendosi come essenziale barriera al malem che pervade e galoppa imperterrito nella rete, e divenendo voce dell’indignazione del mondo intero. Non più, quindi cyber terroristi, gli Anonymous diventano CyberAngels.

 

 

 

“Ho nuovi target”, dice un Anonymous entrando nel canale e “Datemi qualche sito da attaccare”, parla un altro hacktivista. La differenza con la prima ondata di attacchi informatici ai siti dello Stato Islamico, è la maggiore organizzazione degli hacktivisti, i quali, essendo sparsi in ogni dove nel web, hanno dato vita a questa immensa campagna cibernetica attraverso vari gruppi, come quello dei Red Cult. Non solo quindi le reti nascoste del grande server di AnonOps hanno sferrato l’attacco, ma il web tutto, che gli Anon definiscono ‘la nostra casa’, ha levato gli scudi contro la barbarie degli estremisti islamici. La battaglia cibernetica, in cui questa volta a differenza di altre, gli Anon sono dipinti come gli angeli di luce e gli hacker dell’Isis sono la parte delle tenebre, ha visto nuovamente scontri interni tra le due fazioni, in cui alcuni degli hactivisti di Anonymous hanno subìto minacce di morte sui social network. E questa lotta nel cyber spazio, tra Angeli e Demoni, è destinata a protrasri nel tempo.

 

Tuttavia se gli ammonimenti e i gli atroci omicidi del terrorismo islamico e le loro alienate coscienze, stanno diffondendo morte e orrore nel mondo, riportando questa atrocità al meno funesto web troviamo una guerra, meno abominevole, ma che delinea lo spessore dell'idea Anonymous, che nel web ha le sue radici. E che si pone come l'unica che può issare barricate contro l’incessante propaganda mediatica dell’Isis. “Non so se tutto ciò fermerà questo schifo – spiega uno degli hacktivisti più coinvolti -, ma loro ora sanno che ci siamo e possiamo rispondere con una battaglia mediatica. Noi siamo presenti e combatteremo sempre per la libertà. Il terrorismo non ha posto nel nostro mondo”. 

 

Ma come agiscono gli Anonymous anti Isis? “Cerchiamo siti pro Isis, prendiamo gli Url, li mettiamo su un pad e poi lavoriamo per trovare vulnerabilità, li infiltriamo e preleviamo tutto il database”. Un lavoro di squadra instancabile, che richiede ore e ore tutto il giorno. Il canale principale dell’azione nelle reti IRC, #OpIceIsis, continua ad avere un sempre maggior flusso di utenti. “Inoltre cerchiamo tutti gli account Twitter – continua il Condottiero – li riportiamo ai media e mostriamo chi sono. E se possiamo prendere i database dei siti, defacciare (cambiare la homepage del sito con un’immagine) e attaccare con DDoS, lo facciamo. Noi veniamo da ogni parte del mondo, occidente, oriente, Asia. Noi siamo gli Anonymous, noi siamo uno, noi siamo un’idea”, tuona e termina fiera la fonte interna di AnonOps. Fino ad ora gli account jihadisti sospesi sono circa 900, mentre i siti attaccati sono 16, “I siti che abbiamo scelto di attaccare, sono i maggiori di Al-Qaeda e Isis – spiega uno degli hacktivisti interni alla Op -, siamo concentrati su target di alto livello. Hanno ottimi hacker e ottimi sysadmin (amministratori di sistema). Ma comunque siamo a lavoro. Ora hanno molti, ma molti meno account twitter, quindi sono più deboli e stanno diventando nervosi. Inoltre stiamo tracciando tutti i loro sysadmin e li stiamo esponendo, questo non è difficile, perché non sono un gran numero”. 

 

 

Inoltre, in un press inviato alle maggiori testate (si può leggere qui) giornalistiche mondiali e che a noi hanno passato la sera di domenica in chat privata, parlano di uno dei maggiori hacker dell'Isis che avrebbero smasherato: "è tunisino e ha creato un team: “The Fallaga DZ Team”. Lavorano incessantemente per creare caos e danneggiare siti innocenti", scrivono gli Anons. In base alle loro informazioni l'uomo si chiama Majdi Mgaidia e risiede a Manouba, in Tunisia. Avrebbe studiato alla Bordeaux Management School, oggi Kedge Business School, con sede a Talence, sobborgo di Bordeaux in Francia. Un uomo, che gli Anonymous definiscono "ipocrita, perché minacciava gli altri. L'Isis non è l'Islam, ma solo vecchi terroristi". E sui dubbi che questa operazione possa essere coordinata dai servizi segreti, gli Anonymous smentiscono, ma sono certi che "sicuramente leggono i loro leak e sicuramente sono alla sua ricerca". C'è infatti da sottolineare che, se durante l'operazione Charlie, la schiera di attivisti aveva membri incontrollati e incontrollabili, i quali inneggiavano al razzismo contro l'intero Islam, questa volta il problema è stato arginato, anche perché: "Il razzismo è proprio il contrario dell'dea Anon - spiega uno degli hacktivisti di vecchia data -, quindi chiunque parla di esso viene immediatamente allontanato dai canali"

 

L’escalation degli attacchi cibernetici è divenuta sempre più calda quando è stato scoperto il messaggio dei ‘Lupi Solitari’ di Roma. Ormai è noto che il la rete viene usata dagli aderenti all’Isis per la propaganda, tanto che i video editati divengono sempre più spettacolari, rasentando una sorta di parodia grottesca e orribile di film horror americani, in cui però l’orrore e la morte e il dolore sono reali dall’altra parte della videocamera. Chi, quindi, può combattere una così forte campagna mediatica, la quale sembra avere sempre più successo dato il numero crescente di aderenti, se non chi conosce perfettamente le tecniche di ‘reclutamento’ mediatico come gli Anonymous? Come detto altre volte sono loro i leader della contro informazione, capaci di reclutare una Legione in pochi anni e di appassionare giovani e no, di tutto il mondo alle loro bravate e all’idea che portano all’intero pianeta. Questa volta, però, gli hacktivisti si trovano di fronte un nemico di diversa portata, non un Governo contro il quale protestare, non una grande industria, ma un virus che terrorizza il mondo con armi vere, un filo marcio e infetto che lega migliaia di persone e che combatte con armi vere e che ad ogni secondo può colpire uccidendo innocenti: il terrorismo islamico. Ed è stato proprio uno degli hacktivisti che con una storia un po’ bizzarra, ha trovato gli account Twitter dei Lupi Solitari, con i quali ha discusso poi e che ha segnalato in alcuni suoi tweet e da cui è nata la grande diffusione di notizie a riguardo. Sospesi poco dopo i due account menzionati dall’hacktivista.

 

In quest'alba della nuova era informatica, Anonymous scrive le pagine di storia: "L' Isis dipende social media per ottenere la parolaracconta in un'intervista privata, uno degli esponenti della Legione mediatica, sui canali di AnonOps - ,  li stiamo rimuovendo dalle loro posizioni di potere, costringendoli a trasferirsi in nuovi account,  tanto più li facciamo spostare, il più esposti diventano e  più energia spendono per mantenere il loro slancio. Questo rende la loro vita più difficile"

E qual è il pensiero di Anonymous, la loro opinione, sul fatto che questa volta il mondo li stia acclamando e sull'Isis stesso? "Ciò che amiamo, come Anonymous, è chi nel mondo insorge a difendere la libertàcontinua l'Anon -. Da una mia stima come Anonymous, tutti i governi, i gruppi politici e i centri di potere, lavorano per togliere la libertà per qualisasi stupido motivo, soprattutto per paura.  Ma Anonymous insorge a difesa della libertà, e abbiamo la possibilità di mettere in scena una forza tale che spinga via tutti i nemici della libertà. Per questa ragione abbiamo la gente dalla nostra parte: perché ogni essere umano su questa terra anela ad essere libero.  E tanto più quelli che si oppongono alla libertà ci combattono, più potenti diventiamo. Questi avversari finalmente ci daranno la forza di ridurli,  Un uomo non regolamentato distrugge sempre se stesso. Coloro che leggeranno quest'intervista si chiederànno quanto male potranno ottenere, bene, la risposta la troveranno da loro. Ma la domandaincalza l'hacktivista nel suo discorso tipicamente Anonymous, fiero e combattente- è: quando vi solleverete per combattere per la vostra libertà? Perché nel frattempo ci siamo noi, Anonymous, che combattiamo per voi. Siamo in tanti, loro sono pochi, i loro poteri sono degradati ogni giorno, e questo è ciò che li spaventa, perché sanno di essere dalla parte dei perdenti della storia. Sono condannati all'oscurità. Il loro potere è soprattutto mentale e chiunque può decidere di rifiutare il loro modo di vedere il mondo, si tratta semplicemente di una scelta. Cercano di far credere che hanno il controllo, ma non è vero. Con la giusto coinvolgimento delle menti, si vedrà la veritàva avanti l'Anon, con lo spirito di chi ha la sicurezza del successo ottenuto e la grande capacità di usare internet come strumento di propaganda -, così cadranno subito.  Abbiamo visto queste cose già nel corso della storia e le regole non sono cambiate: quando chi è al potere porta via troppa libertà, viene gettato via. E' chiaro che i poteri lavorano contro la libertà anziché cercare di fare in modo che la libertà sia maggione, ma sono stupidi" E per quanto riguarda l'uso di internet che fa l'Isis? "Beh, l'ironia è troppo forte per non essere notata: cercano di vivere nel XII secolo, ma usano tecnologie del XXI per raggiungerlo. Non sono altro che ipocriti, come (i terroristi) del secolo scorso. E sempre più persone li vedono per quello che sono. Noi faremo il nostro lavoro, i soldati faranno il loro, e l'Isis sarà distrutto. Completamente".

 

 

E' arrivata l'era di un cambiamento cruciale del cyberhacktivismo, quella in cui coloro che erano considerati i peggiori nemici delle polizie mondiali, sono ora fonti, se non ufficialmente, ufficiosamente. E' l'alba che probabilmente molti seguaci esterni alla immensa Legione, aspettavano, quella in cui gli eroi del web diventano tali, schierati dalla parte del bene, nella loro sempre e costante idea di giustizia.

 

Sotto il nuovo video dell'Operazione OpIceIsis: "Avete usato internet per la vostra propaganda, ma Internet è Free Speech, non per la vostra propaganda. Tic Toc, questo è l'inizio della fine, siamo una Legione. Aspettateci"

 

 Il video italiano di OpIceIsis

 

 

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